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ERWIN OLAF
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Simile inizialmente a quello di Witkin, ma successivamente meno aulico e scenografico quanto più vario ed ironico, è l'immaginario grottesco e tetro di Olaf. |
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Fino agli anni '80 lavora esclusivamente con il bianco e nero, successivamente passa al colore e alla rielaborazione digitale delle immagini. I suoi lavori si dividono in diverse serie di fotografie all'interno delle quali presenta le sue polemiche, spazziando su vari fronti, tutti legati dalla componente ironica che regala alle sue composizioni; per la loro realizzazione si ispira al mondo dell'arte, della sottocultura, della pubblicità, della moda, della pornografia, del sesso, ecc. dei quali ridicolizza le componenti, contestando, come Witkin (al quale è molto affine anche iconograficamente nella serie 'Chessmen') quella stupidità legata alla vanità sociale che gioca a scapito dell'aspetto emozionale e culturale, ma a differenza di Witkin, Olaf contesta in modo spiritoso, mettendo il divertimento in prima linea. |
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In 'Royal Blood' riprende alcune delle celebrità della storia, che vestite di bianco, e truccate con occhi rossi, guardano lo spettatore con sguardo penetrante ed accusatorio, mentre presentano, in una bizzarra carrellata, le loro 'nuove' morti; la luce soffusa e bianca, unita al candore delle vesti e del corpo dona alla composizione un tocco quasi romantico, ma fa risaltare il rosso trucco del volto e il colore del sangue e il nostro occhio cade inevitabilmente su quel coltello e quello sguardo penetrante che creano in chi osserva, un grande contrasto, non solo cromatico ma anche psicologico. |
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| In 'Paradise the club' la violenza si fa spettacolo, uno spettacolo sessuale: la scena è costituita da uno stupro, messo in atto da diabolici clown, ed è appunto la rivincita dei clown costretti da anni a far divertire il mondo, con le loro goffaggini; in queste fotografie i biabolici pagliacci si vendicano di tutti gli abusi subiti, con rabbia ed orrore; la storia per altro si rifà ad un episodio realmente accaduto nei primi anni '80 in Olanda, quando diversi ragazzini dissero di aver ricevuto molestie da un clown. |
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Il suo stile concettuale che inizialmente è molto polemico e provocatorio, piano piano si fa sempre più leggero e meno 'serio'; le sue opere ridono delle cose brutte della vita, e il suo scopo è quello di comunicare con l'osservatore e non di assalirlo ponendogli delle domande riflessive; non ama la realtà della vita e quindi ne crea un'altra parallela, piena di 'simpatica' violenza.
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Adrastea |