![]() |
| English Version - Home - Recensioni - Articoli - Outbreak Of Sickness - Art Gallery - Eventi |

Bagno di Luce - Antonio Milleddu
ANTONIO MILLEDDU
INTERVISTA
Velocità, ebbrezza del colore, dinamismo, moltiplicazione di masse in movimento e volontà soprannaturale!
Sono questi i principali binari guida sui quali si muove la pittura di Antonio Milleddu. La sua poetica è attraversata da una volontà immaginativa in cui l'estro e la creatività consentono una costruzione solida e potente. Lo si era già visto in occasione della mostra invernale di Siliqua, nell'anno 2005. Il caratteristico "colpo di pennello" deciso viene guidato attraverso linee rette e curve stagliando sulla superficie del quadro immagini e forme in divenire. Ora qui, adesso là. Prima in un punto, dopo in un altro. Tutto ciò che potrebbe essere contemplato all'interno di una dimensione NON statica trova spazio nel suo riquadro di visualizzazione ideale.
La sua pittura riesce ad appassionarmi ogni qualvolta io scorga spicchi e ventagli di atmosfera che circoscrivono la traiettoria della direzione dell'oggetto. Un intreccio di geometrie tese ad esprimere una grande forza interiore, controllata: un indole da futurista! diciamo. Anche le tinte più scure della gamma cromatica trovano assestamento e vengono alloggiate all'interno di quadrati, triangoli o parallelepipedi curvi ma sempre in una partecipazione alla rappresentazione. Dall'impalcatura della figura o dell'oggetto si dipartono infinite linee che al loro esito finale trovano realizzazione nella vasta schiera di soluzioni probabili, possibili. Perché soffermarsi a descrivere un dettaglio nella sua conformazione più realista e fotografica quando esso può invece fornire il pretesto per creare nuovi mondi pittorici e dimensioni mentali di fantasia?
Milleddu voga a piena forza ed in concomitanza con questa corrente di pensiero; far emergere una personalità, esprimere le proprie pulsioni interne ed essere partecipi di una nobile concezione artistica del contemporaneo.
1. Benritrovato Antonio! Ci scusiamo per l'arco di tempo che è intercorso da quando ci siamo sentiti l'ultima volta fino alla realizzazione di questo aggiornamento (e anche per l'estremo ritardo con cui esce purtroppo NDA). Il sito è sempre carico di materiale da "lavorare" e da recensire e la materia prima per la costruzione di certo non manca! Finalmente però ho potuto sgomberare la mente ed il tempo dagli altri impegni per dedicarmi totalmente al tuo lavoro ed alla tua poetica! Volevo farlo in un momento di rilassatezza per dargli valore ed attenzione contemplativa.
Allora iniziamo subito con qualche cenno curriculare! Siamo curiosi nonchè ansiosi di scambiare quattro chiacchere con te! Le tue opere ci hanno appassionato molto, da subito; anche la nostra Webmaster è rimasta sbalordita! Cosa potresti desumere da una veloce analisi del tuo percorso artistico? I risultati ottenuti sono direttamente proporzionali alla tua dedizione ed ai tuoi sacrifici oppure credi che nell'artista risieda già una peculiarità attitudinale insita che egli provvede semplicemente a stimolare e ravvivare nel tempo?
- Dopo la mia prima piccola e modesta mostra personale con i primi acquarelli e qualche olio su tela, presso la scuola media che frequentavo, in cui la mia prof. di Educazione Artistica mi spinse e incoraggiò a realizzare ed in cui ebbi positivi consensi per quel periodo, continuai a lavorare 'naturalmente', senza rendermi conto della valenza di ciò che facevo. Col tempo, mentre i primi risultati gratificanti non mancarono a presentarsi, con premi e riconoscimenti da parte della 'critica', cominciai a prendere coscienza delle mie relative capacità di espressione artistica .
In verità non mi sono mai accorto di aver fatto dei sacrifici proprio perché ho sempre realizzato i miei lavori con naturalezza e spontaneità senza nessuna sorta di costrizione, anzi sono stati quasi dei motivi di sfogo e spesso di liberazione di conflitti ed energie interiori. Esiste sicuramente in ciò, una peculiarità attitudinale che si protrae e si evolve nel tempo con 'ispirazioni' nuove e impreviste spesso dettate da componenti inconsce.
Se vogliamo necessariamente parlare di prospettive nel campo dell'arte su scala più ampia, dico che vivendo in una isola purtroppo non ce ne sono. Personalmente anche se in genere sono orgoglioso (ma non sempre soddisfatto) dei miei lavori, non credo molto ai risultati a breve scadenza e, nemmeno ci penso: ... ai posteri l'ardua sentenza, se ci sarà.
Sono comunque contento di aver avuto tante opportunità per mostrare i miei lavori. Per la cronaca: dal 1993 (anno in cui decisi di uscire dalle quattro mura domestiche) ad oggi, marzo 2009, conto più di 370 mostre, estemporanee, concorsi etc. , alcuni documentati con pubblicazioni su cataloghi, depliant, cartoline, manifesti, internet, libri, riviste d'arte nazionali e giornali a diffusione regionale. Tra queste rientrano circa 153 premi e riconoscimenti con altrettante opere sparse sul territorio: Comuni, Pinacoteche, Sale Consiliari, biblioteche, ( tutte in luoghi pubblici e visionabili da chiunque). Altri lavori appartengono a privati (in Italia, Germania, Finlandia e New York).
2. Quale è stato quindi il tuo percorso formativo? Cosa puoi dire a riguardo della scena artistica nei periodi passati? Dalla tua esperienza, quali differenze sostanziali puoi riscontrare? Come la vivi oggi? Come si vive oggi? Quali sono dunque le linee guida della scena artistica che tendenzialmente approvi e su cosa invece fai ricadere le tue critiche?
- Sin da piccolo sono stato caratterizzato da una spiccata capacità di osservazione del mondo che mi circondava e da una parallela attitudine ad esprimermi anche con il disegno ed i colori. Non ho seguito studi specifici di indirizzo artistico: liceo, accademia o scuole d'arte. Il mio percorso formativo è andato di pari passo con la mia crescita e le mie esperienze. Le forme di espressione sono andate evolvendosi e perfezionandosi nel tempo, accompagnate poi anche da 'personali' studi sulla storia dell'arte e sui grandi pittori. Con le forme, le prospettive, i punti di fuga, i piani focali, le ombre, le luci, gli equilibri cromatici ed altre componenti costruttive e fondamentali, ho cercato nel tempo di trovare i giusti rapporti con la mia personalità. Spero di esserci riuscito, almeno in parte. Sono convinto anche che tutte le altre esperienze nel campo dell'Arte, dal modellato all'incisione su differenti supporti, alla scultura, all'acqua forte, alla serigrafia, alla fotografia, etc. , hanno arricchito sicuramente il mio universo e mondo interiore. Fra la scena artistica attuale e quelle passate non trovo differenze sostanziali, ovviamente la vivo con più consapevolezza e maturità.
Sul vivere oggi non posso sottrarmi ad una critica 'globale' della società, che riguarda in primis il sistema dei mass-media con la sua nefasta influenza sulle persone e sulla crisi che in generale riguarda il mondo della scuola, dell'istruzione, del lavoro e dell'economia, contro la logica del 'panem et circenses' utilizzato da chi detiene il potere, che si riflette sul 'fare arte' contribuendo a creare un clima decisamente poco favorevole. A questo contesto si aggiungono le indubbie difficoltà per un artista che desidera far conoscere i suoi lavori ed avere riscontri di critica e pubblico, di inserirsi in un mercato dell'arte di cui sono risaputi i meccanismi non sempre limpidi.
Personalmente approvo ed apprezzo qualsiasi forma di arte in quanto grande e poetica forma di messaggio e di espressione umana. Sono convinto che ogni persona sensibile, dotata di capacità potrebbe esprimersi in tal senso con qualità più o meno valide, tutto dipende dal 'se' e 'come' riesce a trasmetterle.
3. Una delle prime cose che mi vengono in mente quando penso alla tua figura di pittore e di pensatore è l'anacronismo che vivi unitamente tra estro artistico e professione. So che insegni Educazione Fisica! Credi che questi elementi confluiscano in una unica prospettiva che, anche se da lontano, è legata al culto del corpo ed alla sua meccanizzazione? Credi che protrarrai a lungo gli studi sul dinamismo e sull'analisi dei valori plastici in movimento?
- Amo la professione di insegnante di educazione fisica e attività motorie che semplicemente facendo parte di me, accompagna ovviamente anche il mio modo di essere. Non è un caso che l'idea di dinamismo (già concetto del futurismo) sia una delle componenti centrali della mia pittura. Il movimento è vita, la vita è movimento, la pittura è per me un veicolo di espressione dei due concetti.
Dalle prospettive propriamente pittoriche, mentre circa 30 anni fa dipingevo spesso staticamente figure (come in una foto di posa), scorci, paesaggi, marine e nature morte, anche viste in chiave metafisica e surrealista, ora non riesco a vederli senza una 'forma espressa dinamicamente'. Parto si dal disegno figurato, ma lo elaboro e lo studio nelle varie fasi immaginarie dinamiche, ma non necessariamente viste in ordine cronologico temporale. In questo contesto, il corpo umano non è il solo ad essere visto in una forma meccanicistica, ma ogni cosa vivente o no, ha per me un energia nascosta e viene come naturale esprimerla in forme e colori incastonati in uno 'spazio/tempo' energico e dinamico ricco di valori plastici. La luce, oltre alle valenze tradizionali ed accademiche del disegno, come una lama tagliente seziona e frantuma le figure (effetto caleidoscopio) e, contribuisce ad amplificarne il movimento in vortici, curvature, velature, trasparenze, riflessioni e rifrazioni.
4. Dato che vivi e dipingi a Cagliari, cosa ci puoi dire degli ambienti artistici cittadini? Esistono veri e propri spazi deputati alle rassegne ed alle manifestazioni artistico/culturali?
- La mia Cagliari, dal punto di vista della promozione artistica è una città morta. Gli spazi adeguati ci sarebbero, ma purtroppo mancano le iniziative. Del resto mancando i presupposti, anche a livello di iniziative personali (mostre e quant'altro) il tutto finisce in una bolla di sapone e comunque rimane confinata nell'isola.
Le gallerie d'arte presenti nel territorio vanno avanti normalmente con mostre collettive, dove non si vende nulla e dove nessuno viene valorizzato. Negli anni passati una in particolare, nota e quotata, ha dato spazio esclusivamente a certe correnti pittoriche informali di precise valenze politiche.
5. Puoi fornire al lettore di Dalynx uno stralcio sull'esperienza oltremare più significativa e più soddisfacente intrapresa dall'Antonio Milleddu Pittore? Inoltre, potendo, anche un piccolo stralcio su manifestazioni alle quali sarai presente nel contesto extra-isolano (che magari ti vedranno protagonista di pubblicazioni, estemporanee, esposizioni e simili).
- Una delle esperienze oltremare che ricordo con piacere è stata quella di un concorso indetto nel 2002 dalla Marina Militare Italiana, dove venni selezionato come 'Pittore di Marina' ed esposi presso il Museo Storico della stessa, a Venezia. L'opera esposta venne pubblicata su catalogo.
Mi fa altrettanto piacere pensare che tra le altre, alcune mie opere siano finite in Europa e oltreoceano. Probabilmente aderirò a breve scadenza a degli inviti giunti da manifestazioni e concorsi che ci saranno a Torino, Mapello (BG), Piacenza, Montecatini Terme (PT) , Matelica (MC) e Fucecchio (Firenze).
6. Nonostante l'universo poetico di un'artista si identifichi con il suo universo filosofico e quindi mentale, di questi tempi è lecito anche responsabilizzarsi sulle questioni economiche. Che tema voglio introdurre? Semplicemente quello del mercato e, visto che non è un argomento del tutto comune, vorrei affrontarlo con te, specificamente. Se ti può far piacere delinea un quadro del mercato pittorico che puoi desumere dalle esperienze a dalla tua testimonianza professionale.
- Alla luce del discorso fatto sulla decadenza del nostro tessuto sociale, il mondo artistico ed il parallelo mercato pittorico risultano molto deludenti, soprattutto in considerazione della crisi incipiente di questi ultimi anni. La mia testimonianza personale è in parte positiva solo per il fatto che molti dei miei lavori sono stati premiati (anche con premi acquisto) in contesti culturali specifici (mostre, concorsi, etc.) da critici d'Arte, giurie di esperti e consenso di pubblico.7. Volevo sapere quali sono le fonti maggiori di ispirazione. In primo luogo, da cosa è costituito il materiale "da costruzione"? Quali sono i contesti dai quali Antonio Milleddu estrapola i suoi temi e la sua simbologia?
- Nelle mie fonti di ispirazione rientrano valori e concetti di vita interiori, anche se non sempre facilmente leggibili: armonia, rabbia, sofferenza, dolore, amore, passione, felicità, esperienze vissute, etc. Questi concetti possono essere rappresentati con tutto ciò che ci circonda: paesaggi, oggetti, i 4 elementi (acqua soprattutto, elemento di vita), figure animali o umane, maschili e femminili; la incomparabile bellezza femminile, come archetipo, eros, fertilità, donna e madre. Trovo interessante anche tutto ciò che appartiene alla sfera culturale della mia isola, alle nostre radici, alle nostre tradizioni, agli usi e costumi (amo studiare i costumi folk femminili, ricchi di colori).8. Cosa puoi auspicare per la scena culturale della tua isola e poi, conseguentemente, per il contesto artistico presente in Italia? Quali sarebbero le fondamenta sulle quali contare e fare forza per una veicolazione più dinamica del fenomeno artistico?
- Per la scena culturale della mia Isola, auspico più apertura mentale e meno campanilismo e, più in generale anche per l'Italia, proiezione verso valori con prospettive culturali meno effimere della realtà che oggi ci circonda. Per rendere il fenomeno artistico più dinamico, occorrerebbe revisionare tutta la struttura sociale e fare in modo che tutti i meccanismi complessi che vi orbitano intorno, interagiscano fra essi e sviluppino interessi univoci basati sulla educazione, istruzione, cultura e acquisizione di valori morali, sociali e civili positivi, sopratutto nelle nuove generazioni.
Questi valori in ultima analisi non dovrebbero essere necessariamente dettati dalla strumentalizzazione incontrollata dei grandi mezzi di comunicazione ... (questo discorso avrebbe bisogno di una trattazione molto più ampia e analitica, mi riconduco riduttivamente all'ultima parte della critica 'globale' al punto 2).9. La redazione di Dalynx.Org ti ringrazia e spera di collaborare con te anche in futuro. Ancora sentiti auguri per la tua Arte.
- Grazie per i Vostri auguri, spero che questa intervista sia stata chiara e condivisa da molti almeno nell'analisi delle parti di carattere oggettivo.
Distinti saluti.
Antonio MilledduBy A.C.
Gallery