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ANTONIO “PANZERFAUST” CROBU
“La Fugacità del Disegno Frugale”


Intervista raccolta da A.C.


A.C. – Ciao Antonio! Queste sono le immagini che ho scelto per te, quelle che mi hanno interessato maggiormente e di cui vorremo parlare. Ci occorreranno vari dati, alcuni aiuti biografici, cronologici sia tuoi che dei tuoi elaborati e sia per l’impaginazione della nostra stessa intervista!

Antonio Crobu – Ok Anto va bene. Cosa ti serve di preciso?

A.C. – Allora, adesso inizieremo a discutere di questa tua passione relativa al Disegno (e spero anche alla Pittura … almeno se non immediatamente, come conseguenza della prima! – Anche se poi attualmente, ed anche da tanto tempo ormai, il Disegno rientra nella categoria della Pittura, anche nelle sue forme d’espressione più moderne e più lontane dalla pratica prettamente ‘classica’).
La scansione delle immagini, nella sequenza che ho scelto, può andare bene? Stavo per eliminarne una, ma poi ho pensato che stava bene e che sarebbe potuta rientrare nel “corpus” intero che presentiamo in questo sito. Il BLU di “Banchetto” compensa tutti gli altri disegni a matita che ho scelto. Okey confermami e rettificami almeno questo, così possiamo procedere con le altre domande che ti riguardano...


Antonio Crobu – Si, va bene anche questa sequenza.

A.C. – Mi occorre sapere poi se la terza immagine che ho scelto per la sequenza è chiamata realmente “il Diestro” e, se si, chi era costui? Chi è questo personaggio? E’ corretto scrivere D I e s t r o? Oppure devo pensare che sia un’errore di battitura ed il suo nome sia “Il Destro”?
Poi, ancora, avresti voluto dare per caso un titolo particolare all’elaborato in nona posizione della mia sequenza? Per intenderci, quello a cui attribuisci un significato sociale, oppure non hai grande attaccamento né smania verso le ‘etichette’ ed i titoli/nomi, dati alle opere, agli elaborati?


Antonio Crobu – Allora, la terza immagine non è altro che un disegno fatto per sfizio. Il personaggio è un diestro, ovvero una classe giocabile in un gioco di ruolo cartaceo, tempo fa giocavo a questo gioco ed il mio personaggio era proprio un diestro, in poche parole non ho fatto altro che proporre su carta il mio personaggio di gioco.



Invece per quanto riguarda la tavola 9 non ho dato nessun titolo al mio lavoro perché ho pensato fosse inutile dargli un nome, ho semplicemente messo una mia visione del mondo “reale” in un immagine. Ho raffigurato uno zombie che tiene dei soldi perché penso che qualsiasi stronzo in questo mondo che si approfitta degli altri non è altro che uno zombie, della serie “mangia” gli altri e ne trae il proprio guadagno. E’ un disegno dedicato a politici, economisti, avvocati, burocrati disonesti. E’ un mio modo di trasmettere come vedo io queste persone.

A.C. – Okkey, molto Bene Antonio. E’ proprio questo il genere di intervista che mi piace intraprendere tra me e chi si occupa di un suo proprio “fare artistico”. Se posso, vorrei chiederti come ti sei avvicinato al “mondo delle immagini”, disegnavi già da tanto tempo? Oppure si tratta di un’attitudine che hai sviluppato solo recentemente?

Antonio Crobu - Ho sempre avuto la passione per il disegno. Sin da piccolo avevo la matita in mano, quando avevo 3-4 anni disegnavo soggetti come i ‘power rangers’, le Tartarughe Ninja, Conan il Barbaro, ed inoltre era mia abitudine disegnare i "personaggi" dei segni zodiacali. Con il passare del tempo e degli anni i soggetti che rappresentavo si evolvevano seguendo la crescita della mia persona. Verso i 12-14 anni sono passato per la fase manga-comics, disegnavo personaggi di cartoni giapponesi e soggetti tratti da classici fumetti supereroistici della Marvel e della Dc & Image. Insomma, dagli spensierati disegni di infanzia sono passato a temi più cupi che esprimono le mie sensazioni e il mio modo di vedere le cose, ma non sempre ...

A.C. - Va bene, ho notato che spesso e volentieri ti esprimi attraverso la grafite (o la penna in genere). Mi interessava sapere se questo utilizzo sia dato da un fattore fortuito e casuale, oppure se rientri più in una tua scelta ben precisa. Quando trovi i ritagli di tempo per disegnare? Intendo specificamente con la matita e con la penna (Non mi riferisco alla tua nuovissima e fiammante tavoletta grafica, eheh) …

Antonio Crobu - Di solito disegno con quello che mi capita sotto mano, ma quando ho la possibilità scelgo. Spesso disegno a matita per comodità, mi serve di solito per dare le prime impressioni e buttare giù le idee.
La cosa che preferisco della matita è la sua immediatezza e semplicità, sono solito utilizzare matite morbide ma non troppo, la mia preferita è senza dubbio la 2b, è quella con cui mi trovo meglio in assoluto. Per quanto riguarda il fattore tempo invece si può dire che il tempo da dedicare alla mia passione non lo trovo, lo creo, disegno ovunque mi vada, in qualunque situazione voglia, e con qualsiasi strumento e supporto. Ad esempio non di rado mi capita di uscire per un caffè e di ritrovarmi al bar disegnando sui tovagliolini di carta!

A.C. – Fra i tuoi lavori è presente l'immagine di un elaborato che hai realizzato usando l'intersezione di varie tecniche. La Didascalia sul tuo Blog riporta: "pastelli & penna". Quindi possiamo dire che ti cimenti anche con delle tecniche miste, forse finalizzate alla sperimentazione e ad una resa più efficace ed intensa del colore e delle masse plastiche?
Cosa rappresenta nello specifico quel personaggio? Se vuoi narraci pure la sua storia e la sua provenienza.


Antonio Crobu - In questo lavoro Ho utilizzato i pastelli e la penna per creare un contrasto tra il tratto forte e duro della penna e i colori caldi dei pastelli, in modo da dare un certo spessore al personaggio raffigurato. Mi capita di utilizzare spesso tecniche miste per cercare gli effetti che voglio nei miei lavori. Il personaggio invece è ispirato al gioco di ruolo che ho menzionato nella risposta alla domanda sull’ immagine 3, è un "mago splendente".

Antonio Corso – I tuoi disegni traggono ispirazione dal mondo dell'horror, sicuramente dal suo portato cinematografico, e anche da quello fumettistico (inoltre negli ultimi esempi abbiamo anche dei tributi o dei marcati riferimenti all'immaginario musicale, specialmente a quello heavy metal ed ai suoi affini). Molti dei tuoi personaggi vengono resi tramite un globale segno "grafico/riassuntivo", molto veloce, fresco ma anche costruttore di trasparenze, ambiguità e per un certo verso 'indagatorio'. Solo una più ristretta parte è dedicata ai prototipi a colore. Volevo che spiegassi ai nostri lettori il rapporto che sussiste fra le tue numerose bozze approssimative da una parte, ed invece i più compatti e conclusivi lavori che rendi con la tua bella tavoletta grafica, forse i primi segnano un percorso di ragionamento per ottenere i più sontuosi ed accattivanti lavori finali ?

Antonio Crobu – Allora, riguardo ai disegni a matita: di solito quando ho un qualche tipo di idea su un lavoro butto giù subito qualcosa, senza badare troppo alla precisione del segno, come già detto, mi piace molto lavorare a matita in questi casi, perchè secondo me è il mezzo più immediato e semplice da utilizzare e con pochi tratti riesco a dare un idea di ciò che voglio raffigurare. Per quanto riguarda la questione della tavola grafica è un'altra storia. Utilizzo la tavola grafica per dare maggior spessore ai miei lavori che realizzo direttamente al PC con il programma adatto, i miei stili ecco, per me sono 2 cose differenti l’una dall’altra. I disegni a matita veloci sono bozze che mi piace tenere così e solo raramente subiscono modifiche di un qualche tipo. Mentre i disegni con la tavola grafica sono un altro aspetto della mia arte. Alla fine si può dire che uno stile compensi l’altro e viceversa, ovvero mi piace pensare che i lavori fatti con la tavola grafica compensino le bozze con i loro particolari e le bozze compensino i lavori con la tavola grafica, come se togliessero loro qualcosa rendendoli più immediati e semplici.

A.C. - Hai mai pensato di dedicarti ad altre tecniche oltre a quelle che abbiamo già nominato ed oltre appunto ai pastelli che già hai ed usi? Ad esempio, non ti è mai capitato di pensare di rivolgerti a tecniche come l'acrilico o addirittura al più tradizionale olio per esprimere le tue idee?

Antonio Crobu - Si, perchè no? Mi piacerebbe utilizzare acrilici e colori ad olio, così come mi piacerebbe utilizzare più spesso gli acquerelli...

A.C. – Allora magari aspettiamo di revisionare alcune tue opere future, in cui ti potrai esprimere al meglio e sviluppare il tuo estro in modo eterogeneo, con tecniche diverse. Adesso passiamo ad una dimensione espositiva/imprenditoriale della tua pratica disegnativa: volevo chiederti se sarà possibile dare un'occhiata ai tuoi lavori solo tramite il mezzo multimediale, scartabellando di blog in blog, oppure se pensi anche tu che, malgrado ancora non sia capitata l'occasione, si potrà pensare ad uno spazio espositivo/logistico dove scambiare quattro chiacchere, confrontarsi con qualche altro disegnatore / pittore e, perchè no, magari ipoteticamente di fronte ad una birra, nell’antro di qualche vecchia locanda nella nostra città? Ahah, credi che ti attiverai in merito, anche se non immediatamente?

Antonio Crobu – Beh, al momento i miei lavori sono visibili solo tramite la mia pagina di Facebook, ma mi piacerebbe postarli in qualche altro sito o poter esporli in qualche mostra. Se invece dovessi trovare qualche collega artista (anche nella mia città) sarei ben felice di fargli conoscere le mie opere e chiedere eventuali consigli e/o pareri sui lavori da me eseguiti. Penso sarebbe una buona cosa per sviluppare meglio le mie capacità e confrontare il mio stile con quello degli altri in modo da poter imparare anche qualcosa di nuovo che possa aiutare a migliorarmi.

A.C. – Cosa ne pensi di elargire più spazio alle dimensioni dei tuoi lavori? Potrebbe rappresentare un ulteriore stimolo per farti agire in libertà e con maggiore fluidità?

Antonio Crobu – Mi è capitato raramente di dover lavorare su superfici particolarmente estese, solitamente lavoro su fogli formato A4 ed A3. Essendo abituato a disegnare su fogli medio-piccoli, lavorare su superfici grandi è sempre stata come una sorta di sfida per me. Preferisco dare meno spazio alle dimensioni delle mie creazioni, mi piace di più. In ogni caso non disdegno l'idea di lavorare ad un disegno formato maxi, probabilmente prima o poi mi capiterà ... chissà.

A.C. – Certamente! Lo dicevo proprio perché su grande formato, malgrado l’accrescimento di tutte le difficoltà strutturali nel quale incorreresti, sarebbe direttamente proporzionale alla resa ed all’impatto dell’immagine. Il mio pensiero infatti era proiettato più che altro ad immaginare un tuo lavoro come ad esempio “Nosferatu”, in un supporto di carta bianca dalle dimensioni di 3 m. x 15, all’interno di un’esposizione in cui suona sempre a ripetizione il 7’’ degli Urn del 1999. Cosa ne pensi?

Antonio Crobu – Sarebbe una figata!

13 Gennaio – ore 20.55

Antonio Crobu – Anto, se puoi stasera sono disponibile per terminare l’intervista, fammi sapere : )

A.C. – Ciao, si scusami sono sempre detonato,, ora proverò a racimolare il cranio.

Antonio Crobu – ok detonator!

A.C. – Hai qualche nome d’arte per caso? Qualche monicker?

Antonio Crobu – Si, sono conosciuto come Sauron, è un soprannome adottato per via della mia passione per “Il Signore degli Anelli”, Sauron infatti è il nome dell’oscuro signore di Mordor.

A.C. – Allora Antonio, dacci un tuo parere su quella che è la visione dell'arte tramite Web e comunque via etere. Pensi possa risultare sempre interessante, oppure credi che l'arte debba sempre usufruire di spazi appositi, come musei e luoghi appositamente adibiti e deputati ad essa?
Ovviamente sappiamo che guardare un quadro dal vivo piuttosto che da uno schermo sia una cosa assai differente, ma pensi che comunque, anche Internet possa rivestire una sua funzione, un suo ruolo in termini promozionali? Tu come ti stai trovando per diffondere i tuoi pensieri ed i tuoi elaborati?


Antonio Crobu – Internet è il futuro della comunicazione nel presente e riveste un ruolo importante nella promozione di qualsiasi cosa. Penso che il web offra uno spazio infinito per pubblicizzare le proprie creazioni, il proprio pensiero ecc .. .personalmente ritengo che l’arte non si trovi solo nelle cosiddette città d'arte, nelle Accademie o nei musei, secondo me l’arte è dappertutto, e chiunque può fare arte con qualsiasi mezzo e far conoscere le sue opere. Al momento ho scelto di pubblicare dei miei lavori sul mio profilo di Facebook perchè è immediato e posso far conoscere i miei lavori ad un numero elevato di persone. Con il computer e con una connessione ad internet si riesce a far conoscere la propria arte, è fantastico, basta pochissimo e milioni di persone in tutto il mondo possono guardare i tuoi disegni, ascoltare la tua musica, leggere le tue poesie, guardare i tuoi video e quant’altro. Penso che internet sia il top per farsi conoscere ed eventualmente emergere come artista. Poi del resto non mi chiamo Dalì, Picasso o Raffaello e non ho uno spazio a me dedicato nei musei o nelle gallerie d’arte, con internet me lo creo da solo il mio spazio.

A.C. – Questo è, in maniera anche intuibile, del tutto giusto e propriamente ‘democratico’ nell’accezione comunitaria del termine. Ovviamente però c’è sempre da fare una serie di distinzioni sul tema artistico ed espositivo. Allora sarai anche un grande estimatore degli interventi che, sempre più in maniera insistente e frequente, si stagliano sul contesto urbano, come lo sono i graffiti o gli stencils. Parlaci a tuo avviso di questa forma di azione che, se pure sotto certi aspetti porta l'arte sotto tutti gli occhi della massa, da altri può erroneamente deturpare un paesaggio o un'opera pubblica. Qual è il tuo avviso in materia? 
Tutte le nostre città possono essere tranquillamente imbrattate da un Pincopallino qualunque oppure ci dovrebbe essere una certa "oculatezza" nel gestire superfici e spazi ? Anche a discrezione della giunta comunale di turno? Da questo lato vorrei proporti una domanda insita alla tua stessa risposta. Da questo lato, ognuno di noi può essere considerato artista? Chiunque brandisca nelle sue mani una bomboletta di vernice?


Antonio Crobu - Disegnare sui muri delle città da un enorme visibilità ad un artista, perchè la sua opera può essere vista da chiunque visiti o abiti in una determinata città. Personalmente mi piacciono le opere d'arte urbane che migliorano il paesaggio e l’aspetto della città, rendendola più curiosa, triste o addirittura magica e surreale, che trasmettono qualcosa insomma. Non amo gli scarabocchi fatti alla cazzo sui muri e nemmeno i graffiti hip hop. Comunque sono contro gli imbrattatori, che per me non sono altro che imbianchini mancati (con tutto il rispetto per gli imbianchini). Per me gli imbrattatori sono quelli che scrivono o disegnano cose che non hanno nessuna importanza e nessun valore artistico. Comunque chiunque può essere artista, persino chi disegna sulle proprietà pubbliche, secondo me l’arte non ha dei veri e propri confini e questo non è sempre un bene.

A.C. – L'identità di un artista dovrebbe essere sempre svelata fino in fondo oppure, ricollegandoci a questo interrogativo sull'arte multimediale, potremmo anche tralasciare la sfera privata dell'individuo che opera e dipinge? Come vivi questa dimensione dell'artista? E' importante conoscere anche abitudini ed usi della persona che risiede dietro un'elaborato? O la vedi in maniera distaccata e fredda?

Antonio Crobu – Secondo me la sfera privata di un artista emerge nelle sue opere, le sue passioni, le sue paure, le sue emozioni possono essere viste e comprese tramite i suoi elaborati. Ogniuno poi, è libero di scegliere se far trapelare o meno il proprio io nei propri lavori. Personalmente non penso che conoscendomi tramite i miei disegni o tramite il mio profilo di Facebook le persone possano capire molto della mia persona ... secondo me, non è importante conoscere tutto su un artista, perchè si può già capire molto sulla sua persona guardando un suo dipinto, un quadro è come una finestra aperta su una dimensione che mette a nudo l'artista, con i suoi pregi, difetti, paure, punti di forza, amori ecc. MA, per conoscere realmente un individuo, non bisogna basarsi solo sui suoi disegni, o su ciò che scrive o suona, una persona si conosce "realmente" solo di persona, nel senso stretto del termine, e di certo una banale presentazione con stretta di mano non è ciò che intendo per conoscenza di una persona.

A.C. –  Grazie Antonio. Continua a disegnare. Spero di vedere qualche tuo dipinto dal vivo un giorno che anche tu deciderai di dedicarti a miscele d'olio ed acrilici! ‘Dalynx Webzine’ ti ringrazia.
Lascia un messaggio ai tuoi colleghi artisti grafici se vuoi. A presto.


Antonio Crobu – Grazie a voi per lo spazio concessomi :) è stato un piacere, spero in un altra intervista più avanti! E’ stato divertente. Un saluto ai miei colleghi artisti e un consiglio: per fare arte, non serve solo saper disegnare in modo perfetto, l’arte viene da dentro, è una parte di noi, non lasciatevi scoraggiare dalle difficoltà che incontrerete in questo campo. Rimanete con i piedi ben piantati in terra e realizzate i vostri sogni. Ciao !


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