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21 GRAMMI
di Alejandro Gonzales Inarritu
Produzione USA – 2003 – colore – 120 min


Cast: Sean Penn, Fenicio Del Toro, Naomi Watts, Charlotte Gainsbourg.

“21 grammi” è il classico film che divide critica e pubblico ed allo stesso tempo divide sia critica sia pubblico al loro interno.
Dopo l’interessante “Amores perros” il regista messicano, passato alla corte di Hollywood, effettivamente mette in scena un film non facile che rischia di essere etichettato come grande film da una parte e come irritante accademia dall’altra.
Con una struttura frammentata, sconnessa, piena zeppa di flash-back e flash-forward, Inarritu prova a destabilizzare il concetto narrativo classico(grazie anche ad un montaggio frenetico al limite della regia pubblicitaria) attraverso una storia fatta di personaggi che si incontrano per caso.
Paul(Penn), professore universitario di matematica, ha bisogno di un cuore nuovo. Jack(Del Toro), è un ex delinquente che ha messo la testa a posto grazie ad una rivelazione religiosa che supera il fanatismo. Chritina(Watts), mamma e moglie felice di una tipica famiglia americana.
A farli incontrare sarà un evento tragico: Jack investirà mortalmente col suo pick-up il marito e le due bambine di Christina. Il cuore di suo marito è compatibile a quello di Jack.
Dopo il trapianto Jack riuscirà a sapere il nome del donatore tramite raggiro ed a conoscere Christina della quale diverrà l’amante. Questa, poi, in preda alla disperazione ed al ritorno dell’uso di stupefacenti a causa del troppo dolore, istiga Jack ad assassinare chi le ha distrutto la vita.
Alla fine “21 grammi” risulta esteticamente bello e tecnicamente eccelso. Invidiabile la scelta di volere fotografare i vari momenti(presente, passato e futuro) con colori e sfumature differenti in modo da non stordire troppo lo spettatore e lasciarlo vagare nei meandri della struttura senza capirci nulla dall’inizio alla fine, ma c’è da dire anche che la pretesa sembra troppo studiata a tavolino tanto da fare gridare al miracolo i cinefili incalliti sempre alla stupida ricerca di un nuovo cinema, allo scandalo, invece e stupidamente, chi riterrà il film un esercizio di stile ingarbugliato e senz’anima.
Senza dubbio un film intrigante che se preso nel verso giusto, cioè guardare il film senza porsi tante domande durante la proiezione e lasciarsi andare tra gli sfilacci della struttura, potrebbe risultare gradevole e potrebbe essere un motivo di dibattito nella post-proiezione visti i temi importanti che il film affronta. Che la verità sia ancora una volta nel mezzo?
Da citare la prova di tutti gli interpreti, Penn(che ha vinto la Coppa Volpi al festival di Venezia del 2003) e Del Toro su tutti, e quella della sorprendete Watts(“The ring”), davvero intensa tanto da guadagnarsi la figura di una nascente, nuova, Meryl Streep.

Ps. I 21 grammi del titolo sono, secondo una leggenda scientifica, il peso che ognuno perde quando muore. Quindi, ipoteticamente, visti come il peso dell’anima che abbandona il corpo.

by Andrea Punzo (24/09/04)