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LA CASA DI SABBIA E NEBBIA
di Vadim Perelman
Produzione USA - 2003 - colore - 126 min.



Cast: Ben Kingsley, Jennifer Connelly, Ron Eldard, Shohreh Aghdashloo.

Vadim Perelman, regista di origine ucraina, dopo anni di pubblicità si affaccia per la prima volta al cinema con un film, a dire il vero, riuscito a metà. Se non fosse per le appariscenti prestazioni del duo Kinglsley-Connelly su cui la storia poggia gran parte del suo interesse tecnico-emozionale, il film rischierebbe, probabilmente, di essere ricordato solo come una pellicola d'esordio.
Una casa arroccata sulle alte coste della California che guarda da lontano il mare è il perno attorno a cui si muove l'intera vicenda. Un luogo dove si consumano speranze ed illusioni nell'attesa di ritrovare quello che in passato si aveva e che il destino, purtroppo, ha privato.
A contendersela sono Kathy (Connelly), proprietaria dell'immobile abbandonata dal marito ed ormai in preda alla tossicodipendenza, ed un ex colonnello dell'aviazione iraniana immigrato con famiglia, Massoud Behrani (Kingsley).
Kathy perde la casa a causa di un errore burocratico, viene messa all'asta dallo stato e poi acquistata da Massoud il quale, per dare alla famiglia tutti gli agi cui godeva quando viveva in Iran in una lussuosa villa sul Mar Caspio, si impegna in un doppio lavoro diurno e notturno. La casa è l'occasione per ridare alla sua famiglia l'opportunità di vivere in una grande casa che ricordasse quella della patria natia.
In un crescendo di tensione narrativa che Perelman riesce a tenere a bada solo grazie all'apporto dei protagonisti, si inscena un conflitto tra i due che condurrà ad un tragico finale.
La storia ha diversi punti iniziati ma non portati a termine come, ad esempio, in tema di attualità, le difficoltà di comunicazione tra due mondi agli antipodi che si incontrano e si scontrano, ha un tema di fondo non abusato al cinema come quello del possesso di una casa ma che viene, in questo caso, solo figurato come un pretesto per mandare avanti il racconto e non un vero e proprio motivo di approfondimento delle due anime in gioco. E, come altro punto a sfavore del regista, la psicologia dei personaggi, assolutamente importante se non fondamentale, viene lasciata quasi del tutto in disparte a discapito di una recitazione più fisica che trasmette impatto ma non ansia e riflessione.
Sicuramente Perelman ha il merito di non schierarsi con nessuno dei due contendenti, ma sono questi ultimi che come specchietto per le allodole danno vigore ad una volontà comune eccessivamente poco chiara tanto da ridurre la casa ad un trofeo da conquistare per abbattere il passato, piuttosto come un luogo dove poter vivere e ritrovare serenità ed un minimo di dignità.
Un film bello da vedere, tratto dal best-seller omonimo di Andre Debus III, e con qualche scena anche credibile, ma fitto di un lirismo algido che oltre al distacco crea anche poca, molta poca apprensione per gli eventi soprattutto a causa di una lentezza narrativa troppo stitica.
Magistrali, comunque, le prove di Connelly e Kinglsley e film candidato a tre premi Oscar senza vincerne nessuno.

by Andrea Punzo (20/05/04)