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IL PADRINO II
Di Francis Ford Coppola
Produzione Usa - 1974 - 200 min. - colore.

Cast: Al Pacino, Robert De Niro, Diane Keaton, Talia Shire, Robert Duvall.

La seconda parte de "Il Padrino" è il naturale seguito del primo, ma magistralmente condito dalla storia parallela della gioventù Vito Corleone proprio per mettere in risalto le differenze della "famiglia" ora guidata dal figlio Mike, volta a sorpassare l'intero "credo" onorato dal padre: non più onore e rispettabilità ma denaro e potere ed avidità.Ma la svolta di Mike ha un che di metafisico, si abbandona per lunghi tratti avvolto nel pensiero e nel passato, spesso dubbioso delle su scelte e sul futuro, ma allo stesso tempo carnefice senza freno quando le trasforma in azione. E di metafore sull'America dell'epoca se ne possono contare a bizzeffe, come bene in risalto, soprattutto, il passaggio dal vecchio ordinamento mafioso costruito sull'onore(una prerogativa assoluta del vecchio mondo e dei padri) a quello non curante dei valori che ostenta la ricchezza ed il potere raggiunto(il nuovo mondo del figli), quello che si plasma all'interno della classe sociale che guida una nazione.
Infatti, Mike oltre a radicarsi con efferatezza negli States, decide di allargare i propri affari ritrovandosi addirittura partecipe della Storia: a Cuba per affari vive la rivoluzione cubana al suo apice poche ore prima della vittoria di Fidel Castro.
Una seconda parte decisamente più oscura rispetto alla prima seppur stilisticamente la pellicola si muove come la precedente. Una pellicola che sgorga falcidia a non finire con Mike protagonista sterminatore di tutti quelli che insidiano la fortezza della Famiglia, fratello compreso. Chiuso nelle sue dimore come un re che difende ad ogni costo il suo castello.
E nonostante tutto, come si diceva prima, in Mike vige una solitudine che oltre a non consolare ed a tratti pari a quella del padre, nonostante abbia un concetto della "famiglia" diverso e viva in un mondo diverso allo stesso modo. Una solitudine che non ha favella, che lo condanna mentre seduto sul suo trono cambia il destino del mondo. Segno che il passato e, probabilmente, le sue scelte, la sua scelta, lo rendono ancora preda e non cacciatore come in pubblico appare.

by Andrea Punzo (12/10/03)