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Il Padrino III
di Francis Ford Coppola
Produzione USA - 1990 - 162 min. - colore


Cast: Al Pacino, Diane Keaton, Talia Shire, Andy Garcia, Eli Wallach, John Savane, Joe Mantegna, Sofia Coppola, Bridget Fonda, Franco Citti, Raf Vallone.

Il terzo capitolo de "Il Padrino", praticamente il completo radicamento della "famiglia" all'interno di tutte le strutture del potere, ora anche in quella vaticana, ed ha una struttura mista che convoglia sia il dramma shakespereano che la tragedia greca. Mike, ormai, è una sorta di Re Lear che muore (non fisicamente) quando perde anche la figlia nel finale, uccisa al suo posto sulle scale del Teatro Massimo di Palermo, per errore, e con essa sembra sfaldarsi tutto il mondo dei Corleone, tutto l'impero costruito con sangue e denaro, come se la solitudine di Mike trovasse il suo drammatico epilogo e definitiva risposta e ricompensa al suo operato. Morirà poi solo, nella terra di suo padre, lì dove tutto ebbe origine, lì dove la storia ebbe inizio, lì dove la storia trova la sua fine. Come un naturale ciclo dell'esistenza, nascita, vita e poi morte.
Coppola, come già nella seconda parte, rende i Corleone partecipe della Storia, ora di quella italiana. Mike viaggia fino in Italia, si ritrova partecipe di crimini e di misteri nostrani come il caso Sindona, l'omicidio Calvi, e consolida il suo rapporta col Vaticano incontrando anche il Papa.
Ed è una terza parte visivamente pomposa, orchestrale, una rappresentazione spettacolare in cui si notano tutte le differenze di produzione, tra quelle inizio anni '70 e la presente agli albori dei '90. Il cast è in larga parte lo stesso, con un Pacino, come al solito, sopra tutti anche in questo caso in cui il suo personaggio è più misurato ed invecchiato, e non esuberante od incandescente come nelle precedenti parti. Esordio della figlia di Coppola, Sofia (oggi promettente regista), nella parte di Mary, figlia di Mike.
Da tutti, effettivamente, considerata la parte minore della trilogia, ma se raffrontata alle numerosissime pellicole di genere, risulta ancora e sempre un modello da seguire. Non ci sono eguali.


by Andrea Punzo (12/05/04)