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Jules et Jim

di Francois Truffaut
Produzione Francia 1961, b/n - 110 min.

Cast: Jeanne Moreau, Oskar Werner, Henrie Serre.

Il mènage a trois più famoso della storia del cinema, in cui amicizia ed amore si librano tra città (Parigi) e montagne (austriache) dell’Europa della prima metà del secolo scorso senza avidità e con una purezza “ideale” difficilmente riscontrabile in altre opere filmiche, e che rendono la pellicola quasi un’entità eterea, sospesa nel tempo ed al di fuori di qualsiasi concezione geografica pur ben evidenziando le località in cui si svolge la storia.
Un film universale, libero, non convenzionale, tragico ma poetico, una poesia talmente alta che rende anche il gesto folle finale un atto d’amore non criticabile, “arbitrato” da un Truffaut incredibilmente raffinato (più del solito) e malinconico, il quale, con mano leggera e cuore in orbita, dirige senza mai invadere la sceneggiatura se non le immagini. Mai fuori posto, sempre esaustive ed esplicative.
Jules (Werner) e Jim (Serre) sono due ragazzi, uno francese (Jim) ed uno austriaco (Jules). Trascorrono le giornate corteggiando donne fin quando, di ritorno da un viaggio in Grecia, incontrano Catherine (Moreau) e ritrovano lo stesso sorriso che avevano visto scolpito su una statua in Grecia.
Catherine li ama entrambi, ma sceglierà di sposare Jules.
Inizia così lo sviluppo pieno della trama che si dipana tra divisioni (i due combatteranno contro durante la prima guerra mondiale) ed incontri (Jules che invita Jim allo chalet in montagna dove vive con Catherine e una figlia), tra la passione labile di Catherine (che sente di non amare più Jules) e la rassegnazione di Jules che accetta l’amore di lei per Jim. Fino ad arrivare all’ultimo atto del film quando Catherine, sconfitta dalla sua stessa labilità affettiva, invita Jim ad un giro in macchina per poi lanciarsi in caduta libera giù da un ponte. Jules, distrutto, in un atto di libertà emotiva struggente, li piangerà entrambi.
I tromboni dell'epoca non mancarono di attaccare il regista per la scelta per loro amorale della storia, per il suo completo distacco e senza partecipazione/presa di posizione.
Tromboni, bacchettoni, che attaccarono una storia, un film, che ancora oggi conserva un fascino incontrollabile e che decanta l’incontenibile forza dell’amore.
Quello puro, ideale e da molti inseguito ma quasi mai raggiunto e, forse, il motivo per cui continuiamo a rincorrere.

by Andrea Punzo (29/08/03)