English Version - Home - Recensioni - Articoli - Outbreak Of Sickness - Art Gallery - Eventi

 

MANHATTAN
di Woody Allen
Produzione Usa – 1979 – b/n – 96 min.


Cast: Woody Allen, Diane Keaton, Michael Murphy, Meryl Streep, Mariel Hemingway.

“Un atto d’amore per New York”. Una poesia scritta con immagini, filmata in bianco e nero e raccontata col tono dolce-amaro-nevrotico-disilluso-malinconico che renderà immortale l’opera tutta di Allen.
Un tono che prosegue sulla strada già intrapresa dal precedente “Io e Annie” e che per certi versi dà un taglio alla verve comica e pantomimica pura (pur con trovate ed “inserti” di rara intelligenza) dei precedenti film.
Una twilight comedy perfetta, dettata da un cast stellare e confezionata splendidamente dalla lucidissima fotografia di Gordon Willis (fido alleniano) il quale ha scolpito nella memoria dei cinefili sparsi per il globo una delle più belle fotografie di sempre, usata anche come copertina/locandina del film (ammiratela!).
“Manhattan” è la storia di Isaac (Allen) e delle sue avventure nevrotico-sentimentali (insicure in tutta la loro devastante delicatezza). E’ innamorato di Tracy, 17enne matura, e che incoraggia per un viaggio/studio a Londra. Già piantato dalla moglie (Streep, presa sentimentalmente con un'altra donna), Isaac incontra Mary (Keaton), il cui rapporto, dopo avere raggiunto l’apice della complicità, comincia a diventare impraticabile col presentarsi delle inclinazioni e delle nevrosi personali dei due. Isaac, in una scena divenuta già leggenda quando corre sulle note della "Rapsodia in blu" di Gershwin, torna a casa di Tracy mentre questa sta per partire per Londra invitandola a non partire, ma sarà troppo tardi.
La paura del tempo che scorre e l’intrecciarsi dei desideri che illuminano e spengono, contemporaneamente, la confusione sentimentale di un intellettuale in lotta contro le proprie insicurezze, e che umanizza come non mai la figura del “pensatore” di solito in combutta solo col la propria spocchia.
Il timore della solitudine, la scelta sbagliata sempre dietro l’angolo ed un filo di luce che si intravede nel finale quando Tracy, in partenza, chiede ad Isaac di aspettarla.
Il tutto deliziato dalle battute e dall’auto-ironia di un Woody in stato di grazia.
Poesia.

by Andrea Punzo (28/09/03)