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RAPINA A MANO ARMATA
di Stanley Kubrick - Usa 1956 - b/n - 83 min.


Cast: Sterling Hayden, Vince Edwards, Collen Gray.

Un ex detenuto, Johnny Clay(Hayden), organizza una rapina all'ippodromo con la complicità di una banda di balordi con dentro anche poliziotti corrotti.
Quando la moglie del cassiere dell'ippodromo(membro della band) riferisce del colpo al suo amante, un gangster estraneo alla banda, questi decide di impossessarsi del malloppo dopo l'avvenuta rapina. Di qui la strage finale e la seguente cattura di Johnny(non presente in quel momento) all'aeroporto.
Un film preciso, chirurgico, che recide di netto ogni improbabile connessione con i polizieschi noir degli anni trenta e quaranta grazie ad una storia descritta con voce off e che rende chiara la struttura del film scavando all’interno della banda stessa. La storia di un colpo in cui la legge esce parimenti sconfitta in eguale misura grazie al solo avvento del Caso che le permette di ammanettare, nel bellissimo finale, l’ideatore ed unico superstite della rapina.
Kubrick quasi se la ride dietro la macchina da presa, muove con meccanismi perfetti sia personaggi che il tempo filmico: ai primi lascia assaporare fino all’ultimo minuto la sensazione di avercela fatta, per poi farli “morire” quando la valigia con il bottino si apre e le banconote svolazzano dappertutto furiosamente sospinte dal motore di un aereo(sembra che Kubrick ghigni maleficamente dopo avere costruito tutta la storia con cura maniacale per poi distruggerla in un attimo con un possibile caso di sfortuna. Il suo humor nero, inconfondibile.), al secondo lascia spazio per dettare con squarci di flashback il passato della trama in un modo funzionale difficilmente riscontrabile anche nel cinema contemporaneo, ogni inquadratura ha un suo perché, ogni scena fa da tramite a quello che sta per accadere. E tutto l’insieme scorre velocemente grazie ad una sceneggiatura(dello stesso Kubrick) asciutta ed essenziale e carica di tensione ed un cast di attori assolutamente all’altezza(parentesi meritata per Hayden).
Il film che fece conoscere il talento di Kubrick ai più.

by Andrea Punzo (12/10/03)