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Un ex detenuto, Johnny Clay(Hayden), organizza una rapina all'ippodromo
con la complicità di una banda di balordi con dentro anche poliziotti
corrotti.
Quando la moglie del cassiere dell'ippodromo(membro della band) riferisce
del colpo al suo amante, un gangster estraneo alla banda, questi decide
di impossessarsi del malloppo dopo l'avvenuta rapina. Di qui la strage
finale e la seguente cattura di Johnny(non presente in quel momento) all'aeroporto.
Un film preciso, chirurgico, che recide di netto ogni improbabile connessione
con i polizieschi noir degli anni trenta e quaranta grazie ad una storia
descritta con voce off e che rende chiara la struttura del film scavando
allinterno della banda stessa. La storia di un colpo in cui la legge
esce parimenti sconfitta in eguale misura grazie al solo avvento del Caso
che le permette di ammanettare, nel bellissimo finale, lideatore
ed unico superstite della rapina.
Kubrick quasi se la ride dietro la macchina da presa, muove con meccanismi
perfetti sia personaggi che il tempo filmico: ai primi lascia assaporare
fino allultimo minuto la sensazione di avercela fatta, per poi farli
morire quando la valigia con il bottino si apre e le banconote
svolazzano dappertutto furiosamente sospinte dal motore di un aereo(sembra
che Kubrick ghigni maleficamente dopo avere costruito tutta la storia
con cura maniacale per poi distruggerla in un attimo con un possibile
caso di sfortuna. Il suo humor nero, inconfondibile.), al secondo lascia
spazio per dettare con squarci di flashback il passato della trama in
un modo funzionale difficilmente riscontrabile anche nel cinema contemporaneo,
ogni inquadratura ha un suo perché, ogni scena fa da tramite a
quello che sta per accadere. E tutto linsieme scorre velocemente
grazie ad una sceneggiatura(dello stesso Kubrick) asciutta ed essenziale
e carica di tensione ed un cast di attori assolutamente allaltezza(parentesi
meritata per Hayden).
Il film che fece conoscere il talento di Kubrick ai più.
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