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Vi presentiamo qui l'intervista ai Malnatt, band Bolognese, di cui abbiamo già recensito sulle nostre pagine l'ultimo loro lavoro "Perle per Porci". Dopo aver presentato musicalmente i ragazzi andiamo a scoprire chi sono e quali sono i loro interessi.
Purtroppo essendo stata realizzata via mail, manca di quel dialogo che sarebbe stato interessante approfondire, ma sicuramente non mancheranno le occasioni per poter realizzare un'intervista vera e propria a questi simpatici ragazzi ;)

30/03/03

1) Partiamo con una domanda di rito: Chi sono i Malnàtt e da dove nasce il loro nome ...

Porz: Malnàtt è una loggia massonica composta attualmente nel suo Circolo Interno da sei elementi più uno, ovvero: Porz, Canaja, Bistia, Leder, Mat, Dsgrazia e Satana.
Porz (voce e percussioni) è il Grande Maestro dell’Ordine; Canaja e Bistia (rispettivamente batteria e fisarmonica) sono i Membri Anziani, non nel senso che non gli tira più ma nel senso che sono gli unici presenti nel gruppo sin dalla fondazione.
Leder, Mat e Dsgrazia (chitarra, basso, voce) sono persone che un tempo appartenevano al Circolo Esterno ma che ora sono confratelli che partecipano attivamente al progetto di portare sulla terra il Nuovo Ordine Mondiale attraverso la Suinocrazia.
L’ultimo elemento, Satana, è un libero professionista che collabora già con tante bands in tutto il mondo, l’ho accettato nel Circolo Interno per la sua dedizione alla causa, anche se non ha molto tempo per venire in sala prove.

Il nome Malnàtt è in dialetto bolognese e significa “sporco”, l’ispirazione è venuta quando qualche anno fa sentii bestemmiare il padre della mia ex-fidanzata. (Dìo malnàtt!) Proprio in quel periodo eravamo alla ricerca di un nuovo nome per il gruppo visto che stavamo subendo tutti un profondo mutamento sia musicale che interiore.

2) La vostra è una band indubbiamente originale, che cerca di unire metal estremo e folk italiano, con tanto di dialetto bolognese, come siete arrivati a questa scelta?

Porz: Sbandiero ai quattro venti l’originalità della mia idea ma in realtà sono stato ispirato dagli Inchiuvatu di Agghiastru.
Unire il black al folk mi sembrava la chiave giusta per fare qualcosa di nuovo e contemporaneamente di divertente da studiare e suonare.
Alla fine ho notato andando a concerti e frequentando locali che chi segue il black è poi la stessa gente che si trova ad eventi dark, gothic, medievali e neo-folk, e che quindi questo crossover così strano agli occhi di molti in realtà ha una sua coerenza all’interno della Scena.
E poi, onestamente, tutta la musica essendo supportata da principii e proporzioni matematiche si presta per sua natura a fondersi nei modi più strani ed improbabili perché è supportata da un codice forte ed immortale.

Il dialetto: credo sia una scelta originale e coraggiosa, che tra l’altro mi è costata mesi di studio e costa a tutti in termini di incomprensibilità.
Vogliamo giocare a fare i guerrieri misantropi? E allora giochiamo fino in fondo!
La scelta del dialetto è per rendere più criptico ciò che diciamo e per avvicinarci di più alla lingua dei nostri padri e soprattutto per distinguerci da tutti gli altri gruppi che abusano dell’inglese maccherone.
Che schifo l’inglese: è il modo più volgare per arrendersi alla globalizzazione del gusto e del mercato, non c’è sistema migliore per ammettere che non siamo altro che una colonia economica di paesi ben più grossi e potenti di noi. (GRANDE!! n.d.r.).

3) Quali sono le reazioni delle persone di fronte alla vostra proposta musicale?

Porz: Come dicevo poc’anzi la proposta musicale in realtà ha una sua coerenza, purtroppo la maggior parte del pubblico metal vuole una coerenza (o meglio ottusità) a tutti i livelli, quindi se dici di suonare Black metal non puoi ridere, non puoi interagire col pubblico con un burattino in mano, non puoi parlare del Grande Maiale anziché del Capro Nero, non puoi dire che Varg Vikernes è un coglione, no, devi essere coperto di chiodi, avere la faccia da funerale, guardare tutti dall’alto in basso e rispondere a monosillabi alla feccia subumana che osa circondarti ...
Purtroppo io non sono più adolescente da tanto tempo e non riesco più a mettermi in posa se non per Soldi, Sesso o Successo.

4) Quali sono invece le vostre influenze?

Porz: Oltre ai già citati Inchiuvatu dobbiamo sicuramente annoverare tra le nostre fonti di ispirazione Stormlord, Finntroll, Moonsorrow e Die Apokalyptischen Reiter, ma più per una questione attitudinale che prettamente musicale.
Insomma abbiamo la presunzione di fare qualcosa di davvero nuovo e diverso.


5) Cosa ne pensate della scena underground in Italia?

Porz: Non sono un grande cultore dell’underground, anche se onestamente mi rendo conto che ci sono bands sconosciute molto migliori di grandi bands osannate dalle masse.
Non so per quale filantropico e assurdo motivo ma mi trovo spesso a supportare l’underground attraverso la collaborazione con un web-magazine e l’acquisto o lo scambio di cd autoprodotti.
Sto tentando di tenere buoni rapporti con bands della zona e coinvolgerle nei concerti che organizzo con Il Male Production, la mia neonata label-agenzia underground, però la chiusura mentale di certi individui è disarmante.
Per fortuna abbiamo trovato ottime persone con le quali collaborare, anche fuori da Bologna.

6) Quali sono i progetti futuri del gruppo e quali le vostre aspettative in proposito?

Porz: Abbiamo in programma i seguenti concerti: il 30 marzo al Transilvania di Civitanova Marche con i Tod;
l’8 maggio al Moebius di Bologna con Hell done e Death Dies; a metà maggio parteciperemo ad rassegna di gruppi estremi della zona; verso giugno avremo una data assieme ad altri gruppi in un locale di Casalecchio (BO) sotto l’organizzazione di Paolo Franzoni di RockHard; e a luglio parteciperemeo allo Stillborn Extreme Festival che vedrà come headliner i Novembre.
Entro un paio di mesi dovremmo riuscire a registrare con mezzi casalinghi un demo di 3 o 4 pezzi per far sentire in giro il rinnovato sound dell’attuale devastante line-up di Malnàtt.

Le nostre aspettative: non mi aspetto niente, così vivo più tranquillo. D’altra parte non siamo in un mondo dove vengono premiati l’impegno o le buone intenzioni, l’unica cosa che spero è un giorno di fare la conoscenza mafiosetta giusta per riuscire ad emergere con Malnàtt, perché lo dicono tutti tranquillamente che è l’unico modo di uscire dall’anononimato.

7) In questi giorni il mondo è impegnato ad informarsi su quello che sta accadendo in Iraq, voi cosa pensate di questa guerra?

Porz: Non so se è colpa di un vuoto ideologico o di una grande saggezza, ma non riesco a sentirmi coinvolto in nulla di ciò che succede al di fuori del mio cervello.
Vivo in un attacco di panico quasi costante che mi tiene molto lontano dalla realtà, e anche quando torno con i piedi per terra sono troppo stremato per rendermi conto di ciò che succede e addirittura perdere tempo a preoccuparmene.
La guerra non è altro che uno dei giochi umani troppo umani e mi piacerebbe credere in lei o oppormi a lei, perché così forse darei un senso alla mia vita, invece me ne sto ore concentrato sull’idea del Nulla assoluto e non riesco ad uscire dal baratro.

8) grazie per la disponibilità, a voi il compito di concludere l'intervista.

Porz: Grazie a voi per lo spazio che ci avete dato, ciò contribuirà a sostenere la supremazia del Maiale.
Ne approfittiamo per un messaggio promozionale: il nostro primo demo e il nostro full-lenght sono interamente scaricabili dal sito www.malnatt.org, non so cosa state ancora aspettando.
Accorrete numerosi!
Porz, Gran Maestro dell’Ordine di Malnàtt

Adrastea