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LAHMIA


Nell'underground italiano spesso si scoprono delle piacevoli sorprese, una di queste sono i romani Lahmia, band reduce dall'uscita del buon mini CD "Forget Every Sunrise".
Ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con la band riguardo questo e tanto altro, cari lettori, troverete tutto riportato in seguito.

Antonluigi "Pax" Pecchia

- Il vostro nome mi incuriosisce molto, cosa significa?

Lamia (senza l'h che abbiamo successivamente aggiunto per rendere nostro il nome e per farlo suonare meglio) è una figura mitologica dell'antica grecia, una bellissima regina che sedusse Zeus scatenando l'ira di Era, che per gelosia e ripicca uccise quasi tutti i figli frutto della loro unione.
Lamia, distrutta dal dolore, inziò a vendicarsi uccidendo i bambini delle altre madri succhiando loro il sangue. Questo comportamento fece mutare il suo bellissimo aspetto trasformandola in un mostro dalle orribile sembianze, che potevano però mutare per sedurre uomini allo scopo di berne il sangue.
Questa caratteristica rende Lamia una sorta di vampiro ante litteram.

Oltre al grande fascino di questo mito troviamo che un tale personaggio, anche a distanza di diversi anni e pronunciati cambi di stile, rispecchi compiutamente la nostra proposta musicale in cui vari elementi convogliano per dare vita ai brani che alternano melodie raffinate a parti più pesanti e cattive, spesso celate da atmosfere eleganti.

- Parliamo della vostra ultima fatica, che ne dite di autocommentarla?

Forget Every Sunrise nasce dopo 2 anni di duro lavoro.
Siamo molto soddisfatti di quanto abbiamo fatto, pensiamo di aver fatto il nostro meglio sotto tutti i punti di vista, abbiamo investito molto in questo promo e ci puntiamo altrettanto.
I primi riscontri che stiamo ricevendo sono molto positivi e la cosa non può che farci piacere.
Rispetto al primo demo, nonostante le ottime critiche ricevute nel 2007, sono molti gli elementi che, in modo del tutto spontaneo e naturale, abbiamo rivisto e sapere che le scelte fatte sono condivise anche dalla critica e dal pubblico è motivo di grande soddisfazione.

 

- In precedenza avevate composto il demo "An Eternal Memory", come credete che sia cambiata la vostra band da quel vostro demo?

Ora siamo un gruppo diverso sotto molti aspetti. Siamo cresciuti molto nell'ultimo periodo come persone e musicisti. Il nostro primo demo ha ricevuto molti consensi e ci ha aperto diverse porte ma ai tempi di An Eternal Memory eravamo un gruppo che doveva ancora rifinire il proprio sound, comprendere le proprie potenzialità e soprattutto definire i propri obiettivi.
Oggi sappiamo dove vogliamo arrivare, stiamo lavorando duro e con molta serietà. Sappiamo che per emergere è necessario, per esempio, distinguersi non solo come musicisti, ma è necessario essere i primi e i migliori promoter di se stessi, sfruttando, tra le altre cose, al meglio il veicolo internet e myspace. Cerchiamo di non lasciare nulla al caso insomma, facendo tanti sacrifici (anche se non è corretto chiamarli tali essendo questa la nostra passione più grande) ogni giorno e anteponendo la musica a moltissimi altri fattori quotidiani.

- Quali sono le band dalla quale il vostro sound trae maggiormente ispirazione?

Il nostro stile è descrivibile come un death metal melodico poco canonico. Non ci fossilizziamo nel riproporre soluzioni e clichè che hanno reso famose le band svedesi verso la metà degli anni 90 ma rielaboriamo il tutto alla luce delle nostre molteplici influenze. Nella nostra musica è facile riscontrare elementi doom, death, heavy, gothic e persino black. Oltre la scenda di Goteborg (Dark Tranquillity, In Flames, At The Gates etc) alcuni dei gruppi che ci hanno influenzato maggiormente sono i Sentenced, gli Anathema, i Dissection, i Novembre e molti altri. Siamo cinque teste che amano tanti gruppi in comune ma che hanno anche ascolti che non appartengono agli altri membri. Queste influenze in fase compositiva e di arrangiamento confluiscono in modo molto naturale nel creare un sound che si ispira a molti senza copiare nessuno... probabilmente se provassimo a scrivere un brano in perfetto stile svedese non ci riusciremmo neanche!

- Di cosa parlano i vostri testi? A cosa vi ispirate per scriverli?

Di questo aspetto fino ad oggi si è sempre occupato esclusivamente Francesco, il nostro cantante.
I testi parlano di vari argomenti, spesso sociali, a volte sono fantastici altre volte sono testi crudi che raccontano della vita e della morte in modo diretto o filtrato dalla propria sensibilità. Quello che è certo è che i nostri brani non trattano mai di religione (se non come critica alle istituzioni), e tanto meno di politica.

- Cosa ne pensate della situazione del metal nel nostro paese?

Come in tanti campi, anche in questo l'Italia è piena di contraddizioni.
Da un lato abbiamo una parte della scena molto provinciale, dominata di invidie, atteggiamenti da prime donne, scarsa competitività generale, dall'altro un numero sempre crescente di gruppi di assoluto valore che non hanno nulla da invidiare agli act più celebri scandinavi o d'oltre oceano ma che a volte faticano ad emergere.
Putroppo la fama che abbiamo in quanto italiani non è certo delle migliori e spesso veniamo guardati con pregiudizio dal resto dell'Europa, abituata da decine d'anni ad avere gruppi di successo nei generi più disparati.
Agli occhi di molti stranieri un gruppo italiano che suona death non è credibile ancora prima di ascoltare il CD.
Vedo però un gran numero di nuove leve, a Roma ma non solo, che hanno una gran voglia di dimostrare il proprio valore e far cambiare idea anche ai critici più scettici e meno intelligenti. Sono convinto che le cose in futuro possano cambiare in meglio e pian piano il processo sia già inziato.

- Quali album avete avuto modo di apprezzare tra quelli usciti ultimamente?

Vorrei spezzare una lancia a favore dei gruppi nostrani segnalando tre uscite recenti di gruppi italiani: gli Illogicist con The Insight Eye si sono affermati come una delle migliori giovani realtà estreme europee: il technical death metal in Italia sono loro e sono convinto che presto si ritaglieranno un importantissimo spazio in Europa e in USA, dove proprio in questi giorni sono impegnati nel loro primo tour americano. Dopo la band di Aosta non posso non citare i nostri amici e concittadini Stormlord, autori di un album di assoluto valore, per quanto mi riguarda, il migliore di tutta la loro carriera: songwriting maturo, produzione stellare e piena competitività internazionale: spero che il pubblico italiano amante delle sonorità più epiche possa imparare ad apprezzarli come all'estero. Infine The Blue, dei Novembre, e su questo disco non mi dilungo neanche in parole: il gruppo dei fratelli Orlando è semplicemente un orgoglio per tutti noi della scena romana.


- Quale è l'obbiettivo principale dei Lahmia?

In sintesi arrivare più in alto possibile, lì dove le nostre qualità e i nostri limiti ci consentiranno.
Siamo ancora giovani ma non siamo più dei ragazzini, ci divertiamo un'infinità quando suoniamo ma non suoniamo per divertirci (neanche per arricchirci, sia chiaro!) ... sono due cose ben distinte!
Per quanto mi riguarda l'unico modo di fare musica originale è quello di credere il più possibile in quello che si fa, con gli occhi aperti sulla realtà in cui vivi (e quella attuale, specie in campo metal, non è certo rose e fiori) ma anche con un pizzico di incoscienza.

- Potreste anticiparci qualcosa sui vostri progetti futuri?

Sicuramente il primario è quello di trovare un'etichetta che possa produrci in futuro, che creda in noi e possa supportarci nel migliore dei modi.
Nel frattempo è nostra intenzione suonare molto in tutta Italia, stiamo già organizzando dei mini-tour da nord a sud per fare esperienza e farci conoscere anche lontano da casa.
Sul fronte discografico il prossimo CD sarà sicuramente un full lenght, abbiamo già diversi brani nuovi pronti e speriamo di poter registrare il tutto nella prima metà del 2009.

- Ragazzi è stato bello poter chiacchierare con voi, le mie domande finiscono qui. A voi la parola per concludere questa intervista.

Beh anzitutto grazie a te Pax e a DaLynx per il tempo e lo spazio che ci avete concesso. Vorrei segnalare ai vostri lettori il nostro profilo myspace: www.myspace.com/lahmia dove è possibile ascoltare (e presto scaricare) tutti i brani dell'ultimo lavoro e da cui è possibile ordinare i nostri CD e le magliette che ci aiutano a finanziarci. Speriamo di vederci presto dal vivo!
Grazie a tutti e non dimenticate mai di supportare e far crescere la scena underground italiana!