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SINE LUCE

Ci si addentra nuovamente nei meandri dell'underground sardo con il progetto Sine Luce, one man band black metal nata nel Giugno 2007, il cui unico membro, Alessandro, è stato il mio interlocutore in questa interessante intervista, rilasciata in occasione della pubblicazione del primo album, intitolato "L'Illusione d'Esistere".
Buona lettura!

Intervista a cura di Hagalaz

1. Ciao, Alessandro! Benvenuto su DaLynx. Come definiresti la tua proposta musicale? Quali sono le bands che maggiormente hanno influenzato la tua composizione?

Ciao! Devo dire che ho una certa difficoltà nel trovare una collocazione alla mia proposta musicale e ad etichettarla in qualche modo. Posso dire che partendo da radici che affondano nel black metal, il sound di Sine Luce si evolve in differenti direzioni che possono talvolta avvicinarsi al doom, talvolta all'alternative, con una certa dose di psichedelia. Per quanto riguarda le mie influenze, più che di bands, parlerei di generi che hanno influenzato le mie composizioni e quindi di ascolti provenienti dal metal estremo (black, doom, ecc.), dall'alternative-rock, dal progressive, dalla dark wave, dall'elettronica, dalla musica sperimentale e psichedelica.

2. La musica di 'Sine Luce' è caratterizzata da sentimenti molto negativi; c'è qualche esperienza, fatto o ideale particolare che ti ha spinto a dare vita alla tua one man band? Se no, cosa c'è dietro la nascita di un simile progetto?

Penso che la vita sia come un'altalena regolata da strane logiche in cui sia alternano momenti positivi e negativi; trovo che i momenti o i vissuti particolarmente negativi e gravi, spesso se duraturi, necessitino di una valvola di sfogo, di una sorta di 'contenitore' esterno su cui riversarsi, per evitare che prendano il sopravvento. Con Sine Luce ho cercato, e in parte trovato, questo espediente.

3. I lavori finora pubblicati a nome 'Sine Luce' sono tutti cantati in Italiano; che significato ha per te utilizzare la tua lingua madre nella stesura dei testi? Non pensi che così una parte del tuo pubblico (intendo ovviamente quella straniera) potrebbe recepire di meno il tuo messaggio? E, a proposito, qual è il tuo messaggio?

Usare la lingua italiana non ha per me nessun significato particolare, è semplicemente la mia lingua e la sola con cui riesco a destreggiarmi, l'unica pecca è rappresentata proprio dal fatto che ciò che scrivo non possa essere compreso fuori dai confini nazionali. Per quanto riguarda il messaggio, preferisco pensare a un non-messaggio dietro i testi di Sine Luce, o meglio ad una serie di elementi sia espliciti che ambigui, che invitano il lettore a dare un interpretazione personale ai testi, interpretazione che sarà probabilmente differente da quella di un altro e dalla mia, perché influenzata dalle proprie esperienze di vita.

4. Veniamo adesso al tuo ultimo lavoro, un vero e proprio album autoprodotto intitolato 'L'illusione d'esistere': cosa dovrebbe fare, in questo momento, un lettore incuriosito dalla tua proposta, per accaparrarsene una copia?

Chiunque fosse interessato può contattarmi sulla pagina web www.myspace.com/sineluce o a questo indirizzo e-mail: bunker84@hotmail.it . Oltre all'ultimo lavoro sono disponibili anche i due precedenti demo 'Sine Luce' e 'L'ombra dell'apparenza'.

5. Cosa rappresenta la copertina dell'album, e qual è il suo significato?

L'immagine in copertina e le restanti presenti nell'artwork, sono scatti fatti da me che immortalano ciò che rimane di un edificio industriale abbandonato da tempo, ad eccezione di uno scatto presente all'interno del booklet, che invece ho fatto in un sentiero nelle catacombe di Parigi. Effettivamente sono temi e immagini non nuove nel genere, ma per me rappresentano metaforicamente gli stati d'animo contenuti in quest'ultimo lavoro.

 

6. 'L'illusione d'esistere' è il terzo di tre lavori, pubblicati in un lasso di tempo relativamente breve. Non hai paura di 'bruciare' troppo in fretta la tua vena creativa?

Assolutamente no! Dalla precedente release alla pubblicazione di quest'ultimo lavoro sono passati esattamente 11 mesi, periodo in cui mi sono preso tutto il tempo necessario per la costruzione e gli arrangiamenti dei pezzi, per la registrazione e la produzione. Non ho nessuna fretta, né interesse a far uscire un lavoro dopo l'altro, ma essendomi trovato tra le mani un album completo e ultimato di 50 minuti e non avendo trovato una label, a chi e quanto dovevo aspettare per pubblicare il lavoro?!

7. In cosa si differenzia 'L'illusione d'esistere' rispetto alle tue precedenti release, i demo 'Sine Luce' e 'L'ombra dell'apparenza'?

'L'illusione d'esistere' è un lavoro sotto molti aspetti più completo e maturo rispetto ai precedenti, in cui si comincia a intravedere un'identità più definita e un modo di comporre più affinato e variegato al suo interno, un lavoro con una migliore 'qualità' di registrazione e produzione. Durante i 50 minuti di durata del disco, si avrà modo di sperimentare diverse dimensioni emozionali e musicali, momenti di indicibile abnegazione, di rabbia cieca e di desolazione totale.
Il primo demo 'Sine Luce', uscito nell'agosto del 2007, è un lavoro estremamente diretto e istintivo, rozzo e caotico, ingenuo ma allo stesso tempo profondo e sentito. È stato composto di getto e in poco tempo, in modo totalmente irrazionale e istintivo, senza ragionarci sopra, ed è il frutto marcio di una necessità che covava dentro da troppo tempo e che per diversi motivi non avevo mai avuto modo di realizzare, e forse proprio per questo nasconde un suo fascino particolare.
Nel secondo demo 'L'ombra dell'apparenza', uscito nel gennaio 2008, si cela un concept, un percorso interiore, scritto molto prima della composizione delle musiche. In questo demo ho cercato di mettere in musica le parole, gli scenari, gli stati d'animo che scaturivano dalle liriche; questo ha segnato in modo decisivo la composizione, legata alle sfumature del concept e quindi più ragionata rispetto a quella del primo demo.

8. Hai già avuto modo di testare le reazioni degli ascoltatori a questo tuo ultimo lavoro?

Le prime reazioni degli ascoltatori sono state positive, come altrettanto positive sono state le diverse recensioni che in questi giorni sono state pubblicate da diverse web-zines.

9. A mio parere, gli episodi più validi del disco sono 'Uscita di scena' e 'Scoprire il nulla': cosa mi puoi raccontare di questi due brani? E qual è, invece, il brano de 'L'illusione d'esistere' al quale sei più affezionato?

'Uscita di scena' è una canzone lenta e particolare nella sua struttura, diversa rispetto a quelle composte in precedenza, che avanza cercando di insinuarsi a poco a poco con la sua ripetitività, nella mente di chi ascolta. È anche una canzone pesante e scomoda nei suoi contenuti. 'Scoprire il nulla' è un pezzo molto profondo nella musica e nel testo, a cui sono particolarmente legato. È una canzone ricca di pathos e atmosfera che si trasforma continuamente, in un crescendo che raggiunge il suo apice nel finale, sfumando e inabissandosi lentamente nel silenzio. Personalmente trovo che ogni brano abbia una sua peculiarità che lo differenzia dagli altri, sia nello stile che nei contenuti, per questo motivo non saprei dire quale canzone preferisco o quella a cui sono più legato.

10. Chi è Stefano, la persona che ha partecipato al songwriting insieme a te suonando anche la chitarra su due tracce dell'album ('Riflesso nell'irreale' ed 'Un presagio')?

Stefano è un amico che ha apprezzato sin dall'inizio i Sine Luce. La collaborazione con lui è nata nel momento in cui mi sono reso conto della potenzialità di alcuni suoi riffs e composizioni, che stilisticamente erano molto differenti da quelle che stavo creando in quel momento. Era interessante vedere cosa poteva venir fuori dall'unione di due stili così differenti. Alla fine il risultato è stato molto soddisfacente.

11. Quanto c'è di ragionato in quest'album e quanto di lasciato all'istinto? Mi riferisco a dettagli quali la struttura dei brani, la metrica dei testi, e via dicendo ...

Per quanto riguarda i testi, la loro scrittura è stata prettamente istintuale, non mi sono prefissato nessuna tematica prima della stesura e non ho apportato modifiche successive, dunque è stato tutto molto naturale e spontaneo, anche in riferimento alla metrica. Particolare è il caso di 'Uscita di scena', che prima di iniziare la stesura della parte musicale vedeva già il testo scritto, testo che ha condizionato volutamente la composizione della musica. In questo caso ha prevalso sull'istinto, una pianificazione ragionata della melodia e della struttura del pezzo. Ho voluto fortemente in questa canzone, che musica e parole avanzassero contemporaneamente su uno stesso binario. Per il resto, durante la composizione della musica c'è stata un'equilibrata alternanza di momenti affidati all'istinto con altri più ragionati.

12. Cosa c'è invece adesso nel futuro di Sine Luce? Hai già in cantiere un'altra release? Progetti a breve/medio/lungo termine?

Per ora non c'è nessuna release in cantiere. Ho alcune idee che sto cercando di sviluppare e che potrebbero rappresentare un'interessante svolta stilistica, ma è ancora presto per aggiungere altro. Nei progetti a lungo a termine vedo la possibilità di portare Sine Luce dal vivo, anche se non sarà semplice.

13. Come di rito, l'ultima parola spetta giustamente a te. C'è qualche punto che abbiamo tralasciato nel corso dell'intervista, qualcosa che mi sono dimenticata di chiederti?

È stata un'intervista interessante, che mi ha dato la possibilità di chiarire diversi aspetti di questo mio progetto e del nuovo lavoro 'L'illusione d'esistere'.

A questo punto l'intervista può considerarsi conclusa, un saluto ed un augurio di buona fortuna a nome di DaLynx!

Ti ringrazio. Alla prossima!

contatti:

- www.myspace.com/sineluce
- bunker84@hotmail.it

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