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GODS OF METAL - Monza, Stadio Brianteo, 8 - 9 Giugno 2002

Non avevo mai assistito al Gods Of Metal, ma quest'anno, visto il bill ufficiale, penso sia stato l'anno giusto: infatti la sesta edizione del Gods Of Metal, raggruppa nei due giorni previsti, oltre gli attesissimi (… almeno da me …) Sodom e Kreator, gli Slayer, mntre per il secondo giorno sono previsti grossi nomi del power metal, con headliner i Manowar.
Sabato 8 Giugno: ad aprire il concerto, mentre ancora molta gente deve entrare allo stadio, sono i nostrani Node: finalmente tornano sulla scena, forti di un nuovo rabbioso lavoro, e quale migliore manifestazione per promuoversi se non il Gods Of Metal? I Node sono micidiali, thrash death metal di ottimo livello, di grande impatto che, nonostante sia inizialmente penalizzato da suoni abbastanza approssimati, riesce a coinvolgere il pubblico. Un ritorno alla grande quello dei Node, è un vero piacere vederli suonare …
A seguire è la volta dei Muschroomhead (… ma chi saranno mai? …) un gruppo "nu-metal", che ha ben imparato la lezione dettata dai Mudvaine e dagli Slipnot, ad iniziare dal look, sino alle sonorità adottate: grande impatto, ma poco coinvolgimento, come è accaduto anche per gli Anti Product, gruppo femminile tendente al punk, che penso nessuno, o soli pochi comunque hanno apprezzato. Chi rimane sotto il palco lo fa per non perdere posto, e magari un'occhiata alle donnine mezze nude che suonano, può aiutare a far passare la mezz'ora di esibizione. Come è ormai prevedibile, il pubblico italiano non transige, e davanti a questi gruppi, inevitabile è la pioggia di bottiglie!
Finalmente finiscono gli Anti Product e sono i Soil a salire sul palco: difficile definire il genere proposto dai Soil, comunque un sound tendente al death metal, potente e indubbiamente coinvolgente: infatti tutti, ma veramente tutti, sono coinvolti nello spettacolo.
Conoscevo gli Ill Nino, in quanto li avevo visti su Rock Tv ed è stato un piacere poterli vedere dal vivo.
Nonostanti il look e le sonorità tendenti al nu-metal, i presenti, tutto sommato, sembrano gradire lo spettacolo: una performance dura, tribale, ma allo stesso tempo moderna è quanto riesce a proporre la band, Ill Nino sono indubbiamente una piacevole sorpresa, il gruppo più violento tra quelli che sino a questo momento hanno suonato.
Dopo Ill Nino, in scaletta ci sono i Sodom, ma purtroppo insieme ai Sodom arriva anche la pioggia.
La storica band tedesca ha tutte le carte in regola per martellare i presenti, ed infatti l'esibizione di Tom "Angelripper" e soci risulta tanto coinvolgente quanto distruttiva; i suoni non sono all'altezza dei Sodom, ma nonostante ciò il pubblico è molto partecipe e i quattro "guerriglieri" tedeschi eseguono brani tratti dall'ultimo "M-16", alternati ai salti nel passato, per un concerto violento e grezzo, come solo i Sodom potevano offrire. La band naturalmente si fa rispettare, ma appare un po' stanca …
Non avevo alcun dubbio, invece, sulla prestazione offerta dai Kreator: avendoli già visti a Bologna nel '97, ero sicuro che non avrebbero deluso, sapevo che avrei dovuto aspettarmi un concerto potente e violento.
Ad aprire le danze è "Violent Revolution", title track dell'ultimo lavoro realizzato dai Kreator, a seguire il repertorio, per quanto sia possibile in un'ora di spettacolo, ripercorre le tappe salienti della carriera della band: non possono mancare brani come "Extreme Aggression", "People Of The Lie", "Flag Of Hate", "Pleasure To Kill", che travolgono letteralmente il pubblico.
I Kreator si dimostrano molto convincenti e rabbiosi, i thrashers presenti hanno apprezzato l'esibizione della band tedesca, sicuramente favorita da un suono nettamente migliore rispetto ai gruppi precedenti.
I My Dying Bride sicuramente non suonano la mia musica preferita; non mi sono piaciuti, ma devo ammettere che hanno suonato molto bene e che comunque hanno un gran seguito di fans anche in Italia: li ho ascoltati diverse volte su cd, senza mai apprezzarli, e dal vivo non può essere diversamente. Le sonorità doom mi risultano noiose, anche se il pubblico appare entusiasta e molto coinvolto, tanto da rimanere sotto il palco nonostante la pioggia.
Halford, come al solito interamente "rivestito" in pelle, completo di guanti, suscitava in me una certa curiosità e devo dire che si è fatto molto apprezzare, d'altronde siamo di fronte ad uno dei nomi storici del metal, un ex Judas Priest, quindi non avrebbe potuto deludere.
Sin da subito Halford riesce a convincere e a coinvolgere il pubblico, infatti inizia con "Painkiller", per poi continuare con "Exiter", "Resurrection", "Betrayal", tutti brani che faranno ottenere al buon Rob i dovuti apprezzamenti.
I Rammstein sono un'altro di quei gruppi che aspettavo con grande curiosità: li ho ascoltati rarissime volte e avrei voluto vederli dal vivo, ma purtroppo, causa intossicazione di uno dei componenti (almeno cosi si dice), non suonano.

Giunge quindi così il momento da me più atteso: gli Slayer. Questa è la quarta volta che assisto ad un loro concerto, ma la prima volta che li vedo con Lombardo. Che dire degli Slayer … gli Slayer sono indubbiamente i veri e unici massacratori della manifestazione, iniziano a vomitare riff a cascata e per circa un'ora e mezza, aggrediscono letteralmente il pubblico: poco è lasciato alle chiacchiere, meglio i fatti e quindi i brani si susseguono velocissimi e compatti, come in ogni esibizione degli Slayer.

Inizialmente si avverte qulache problema con i suoni, ma appena è tutto sistemato i 4 americani non mostrano pietà per nessuno: il repertorio è micidiale, si passa dai brani del nuovo "God Hates Us All" ai classici "Raining In Blood", "Chemical Warfare", "Die By The Sword", "Dead Skin Mask", "War Ensemble", "Spirit In Black", "Season In The Abyss", "Born Of Fire", Mandatory Suicide", "South Of Heaven" ed una conclusiva e distruttiva "Angel Of Death", per salutare ed omaggiare il pubblico italiano che, come al solito, non si smente, non si risparmia e mostra tutta la proria passione verso la band di Kerry King.
Lombardo è una vera e propria macchina da guerra, la prestazione tecnica degli Slayer è impeccabile, come anche la presenza scenica: infatti i 4 "assassini" non si risparmiano affatto e anche sul palco si poga dall'inizio alla fine del concerto.
Domenica 9 Giugno: Il secondo giorno del Gods Of Metal, vede coinvolti grandi nomi del power metal, tutti gruppi, a parte Blind Guardian e Manowar, dei quali sconosco la discografia. Ho avuto modo di ascoltare, qualcosa dei Virgin Steel, dei Running Wild, ma il tutto molto superficialmente, quindi penso si prospetti una giornata molto dura … e magari noiosa!
La giornata non inizia sicuramente nel migliore dei modi: innanzitutto già da prima mattina piove, qualche problema con i mezzi pubblici, qualche ritardo dei bus e un numero di persone superiore al primo giorno all'ingresso, mi fanno perdere l'esibizione dei Time Machine.
Peggio di così non può cominciare, perdere l'esibizione dei Time Machine mi è dispiaciuto, nonostante la mia passione per i generi più estremi, seguo da diverso tempo la band e avrei voluto vederli dal vivo … pazienza.
Il gruppo che segue sono i Metalium, indubbiamente coinvolgenti, ma niente di eccezionale, una power metal band che ha eseguito qualche bel brano, ma a lungo andare ha iniziato a stancarmi: devo comunque riconoscere che sul finale i Metalium hanno suonato brani più tirati, e indubbiamenti più incisivi.
Dopo i Metalium è la volta di Blaze, lo avevo visto insieme agli Iron Maiden nel '96, ma non ho ascoltato i suoi lavori da solista.
Blaze si rivela, almeno per me, una delle più grosse sorprese della giornata, mi aspettavo comunque una valida esibizione, ma l'ex Maiden ha saputo dare molto di più, dimostrando grande carisma ed esperienza.
L'esperienza è anche una delle principali caratteristiche dell'esibizione di Doro, ma ad essere sincero, mi è piaciuta più lei, (??!!) che la musica: comunque è un personaggio che sa come comportarsi sul palco, sa ben tenere il concerto, diversi sono i fans presenti.
I Domine su cd non mi sono mai piaciuti, ma dal vivo devo ammettere che non mi hanno disturbato, anzi, ho molto apprezzato le capacità della band e il coinvolgimento: un'esibizione di grande impatto ed una prestazione strumentale veramente niente male, fa dei Domine un'ottima band anche in fase live.
Una band dalla quale mi aspettavo sicuramente di più sono i Virgin Steele.
Hanno si suonato bene, ma non sono stati cosi duri come sono su cd … il pubblico accorre sotto il palco e comunque sembra gradire l'esibizione della band, un'esibizione però interrotta, in quanto la band si dilunga in un assolo sicuramente evitabile.
Pur non conoscendo affatto la loro discografia, devo dire che i Symphony X sono stati molto bravi nel coinvolgere: devo riconoscere che la band ha grandi capacità tecniche, grande presenza scenica, tutte le carte in regola quindi, per essere considerata una delle band di spicco di questa domenica.
I Simphony X hanno suonato in modo eccezionale, forse un po' poco come tempo a disposizione, ma pazienza; violenti e tecnici, nonostante abbiano inizialmente avuto un suono non dei migliori, hanno saputo impegnarsi, soddisfare e accattivarsi la simpatia del pubblico che li acclama a gran voce. Eccezionali.
Anche i Running Wild hanno tenuto un'ottimo spettacolo, introdotto da enormi fiammate e supportato, di tanto in tanto, da fuochi d'artificio: ottimi brani, ottima tecnica e ottima presenza scenica per una band che merita tanto e che ha saputo offrire, ai suoni numerossissimi fans, uno spettacolo degno di nota e di alto livello.
A poco a poco, ci si avvia verso la fine di questa lunghissima domenica: siamo giunti al penultimo gruppo, ovvero i Blind Guardian.
Come per i Kreator e Slayer, dato che questo è il mio secondo concerto dei Blind Guardian, sapevo cosa aspettarmi e sapevo che i tedeschi non avrebbero assolutamente deluso; ottimi Blind Guardian, apprezzati da tutto il pubblico, dimostrano una perfetta forma fisica e una preparazione tecnica di tutto rispetto. Molto migliorati rispetto al passato, per poco più di un'ora ripercorrono i momenti salienti della loro carriera, ma sicuramente i brani più apprezzati e più efficaci, sono tratti da "Imagination From The Other Side"; una conclusiva "Mirror Mirror" fa letteralmente andare in delirio presenti. Veramente grandi i Blind Guardian.
Dai Manowar non sapevo effettivamente cosa aspettarmi, ma ero sicuro che qualsiasi cosa fosse successa, avrebbe stupito. I 4 "guerrieri" americani tengono un concerto concentrato e soprattutto violento, come mai mi sarei aspettato: vengono proposti molti dei classici che hanno reso famosa la band, quali "Manowar", "Blood Of My Enemies", "Kill With Power", "Fighting The World", "Kings Of Metal", "Power", "Hail And Kill", per lasciare spazio, di tanto in tanto, a virtuosismi solistici affrontati da tutti i componenti.

I Manowar dimostrano di essere i veri Gods Of Metal della manifestazione, riescono ad offrire uno spettacolo a dir poco superlativo, indubbiamente coinvolgente e soprattutto … "true metal" .
Sul finale Eric Adams si presta a cantare "Nessun Dorma" di Puccini, brano perfettamente eseguito (in italiano) e poi una conclusiva e distruttiva "Black Wind, Fire And Steel" per salutare il pubblico italiano, un pubblico che ha indubbiamente apprezzato i Manowar.

Finisce così l'edizione del Gods Of Metal 2002, una manifestazione che, penso, si possa considerare al pari con i grandi festivals europei; l'organizzazione, tutto sommato, ha retto il peso della manifestazione e tutto è andato per il verso giusto.
Per quel che mi riguarda è stato il mio primo Gods Of Metal, la prima volta che vedevo gli Slayer con Lombardo e i Manowar, un concerto da ricordare.

Rakos