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REPORTAGE IMPIETY / WATAIN / KULT
(STORM OF THE ANTICHRIST – EUROPEAN TOUR 2007 – 18 OTTOBRE – TRANSILVANIA LIVE - MILANO)

REPORTAGE VEXED / DEATH MECHANISM / HELL IN A CELL / HATRED
(METAL MASSACRE FEST - 19 OTTOBRE 2007 – TUNNEL – REGGIO EMILIA)

 

Ci sono eventi artistici, se proprio uno non si vuole tappare occhi, orecchie, naso e bocca che per la loro unicità assoluta relegano tutto il resto in secondo piano. Sono quelle tipiche date concertistiche che quando scorgiamo sugli elenchi e sui palinsesti musicali di ogni mese offuscano le altre date, facendo brillare semplicemente nei nostri occhi il numero del tale giorno.
Infatti quando già per largo anticipo, e cioè ad agosto (alla faccia!), mi capita di imbattermi nel comunicato di Nihil sull'e-mail non riesco più a stare sulla sedia, non credo ai miei occhi: IMPIETY in Italia?!?! L'avvenimento, per quanto ne so io, avrebbe visto l'arrivo del flagello asiatico del black metal moderno sul suolo Italiano per la prima volta. (Sapevo di qualche data in Germania durante il tour di “Skullfucking Armageddon” ma niente di più per quanto riguarda l'Europa). Sul bill della serata ci sono anche i Watain (già visti) ma non mi preoccupo sostanzialmente di loro dato che il mio interesse è completamente focalizzato sui GoatGladiators del sud-est asiatico! E faccio male a non preoccuparmi, ma provate a sentire cosa tutto succederà!

18 - 10 – 2007

IMPIETY – WATAIN - KULT - Transilvania Live - Milano


Nonostante la data del concerto sia ancora lontana provvedo immediatamente ad informarmi sul locale, gli orari e le altre cose necessarie per una buona alchimia da sturbo alcoli-c-o-matoso-intestinale! Così quando arriva il giorno fatidico siamo pronti per il consueto arrivo di buon mattino con le ossa rotte a Genova (dato che i divani della nave non sono poi così comodi, ma per dei “Marchiati ed Esiliati” come noi questo non è un problema, e non lo sarà!). La giornata si apre già nella maniera sbagliata e con il solito sbaglio da “vizietto” ci rintaniamo nella consueta tappa da Music Hall! Non mancheranno di cadere nelle mie mani i due o tre cd's di musica classica (Kretaor, Assassin, etc.etc.) ... ma procediamo ... la via degli acquisti è ancora lunga!
Arrivati a Milano la gincana inframmezzata dalle pizzette, cappuccini, birrette, pizze e VINO si protende continua nella dinamica della giornata così che per l'ora di pranzo iniziamo ad essere BELLI appesantiti, io ed il mio amico Max (ma chi Mad Max? Non so, mad già lo è !). Nel pomeriggio si decide di andare a fare la soòolita gita culturale e d'istruzione da
Sound Cave ma stà volta sono cazzi amari! Quando riesco a notare (un pò ostacolato dalla cecità ed un pò dal sonno) che hanno rinfoltito l'assortimento delle magliette e delle toppe inizio ad emettere fumo dalle orecchie, naso e bocca ... e dalle mutande. Si, sono proprio un bollore! Tra l'altro cosa vedono i miei occhi? L'assolutamente famigerata maglia di “Pleasure To Kill” che non trovavo da anni dopo assillanti ricerche. E' l'ultima copia e non può essere che mia. La via del metal ci ingoia e ci parte la scampagnata in mezzo ai morti viventi, ai cd di nero vestiti ed alle scritte in Old English che tanto ci fanno eiaculare! La solita fastidiosa robaccia, ma che mondo sarebbe senza il black metal?
Intanto sembra che la bottiglia del mio vino sia un colabrodo ma è solo una impressione, . . perchè il brodo sono io. Dopo un altro pit-stop nel bar dietro l'angolo dove ci concediamo una gelida birretta (mischio – e non va bene!) facciamo una simpatica chiacchierata con l'amico Fabio che ci regala nuove delucidazioni sull'ambiente musicale Milanese e non solo.
A questo punto dobbiamo riprendere la corsa verso la vittoria finale: via Paravia deve essere guadagnata nel men che non si dica ma la zavorra che ci portiamo addosso rende difficoltose le circonvoluzioni sul bus! E' sempre troppo tardi quando uno se ne accorge... pazienza. Di fronte alla struttura del
Transilvania inizio a vedere il Patric Kremer della situazione (Iron Bonehead Productions) che traffica dal tour-bous ed è già impegnato nella distribuzione del marchandising. Quindi non siamo i soli che si macinano tonnellate di chilometri per il “Kaos Kommand 696”!


Quando siamo dentro il locale le danze sono già aperte dai Kult, black metal band proveniente da molto lontano: il margine superiore del lago di Como, uahah! Riservano al loro pubblico un ottimo traditional black metal. Molto interessanti, consigliatissimi, soprattutto da cd. Su di loro posso dirvi, nel caso vogliate approfondire gli ascolti, che hanno realizzato un bel cd intitolato “Winds Of War”.
La serata non prende la piega che avrei voluto quando vedo che gli Impiety si apprestano a salire sul palco come seconda band. “Come? Non sono headliners?”
Dico. Vabbè, godiamoci la loro performance.



Almeno sarà durevole e bene assortita. Invece, tra una interruzione della traccia intro ed altri problemi tecnici sulle casse spia devo constatare con grande dispiacere che Shaitan e soci sono mezzo amareggiati. Tuttavia riescono a sparare come dei dannati, e questo è ciò che conta. Il nuovo batterista è fottutamente preparato ed annienta ogni cosa con la sua velocità. La foga e l'eccitazione sono alle stelle, tanto che ad un certo punto gli partono le bacchette per aria dal pathos che sta vivendo con la sua stessa intensità! Ci regalano le nuove arrivate, partorite su “Formidonis Nex Cultus”, micidiale album che troverete recensito su queste pagine.

Moltissimi dei presenti utilizzano lo spezzone degli Impiety per andare fuori a fumarsi la loro sigaretta del cazzo ed io penso “I soliti ignoranti, qui in Italia”. I più incalliti ed assillati invece rimangono impigliati alla transenna e reggono l'assedio mentre si dimenano sotto il palco, producendo un continuo headbanging da guerra. I più nostalgici chiamano anche “Torment In Fire” che per il dispiacere del sottoscritto non verrà eseguita. Ovviamente viene dato spazio maggiore alle tracce contenute negli ultimi albums e soprattutto all'ultimo “Formidonis...” come già vi dicevo. La sollazzata dei GoatGladiators non si prolunga oltre i soliti quarantacinque (massimo cinquanta) minuti di esecuzione (tempo appena sufficiente per soddisfare le nostre voglie di thrash-black-metal-kommando!) e per questo devo fare un appunto all'amico Vittorio di Nihil: come facciamo ogni volta a vedere così poco dei gruppi che realmente ci interessano, specialmente se afflitti da un viaggio così palloso e terribile? Uahah E poi devi riportare i Desaster, ancora una volta in Italia, te medesimo – sacrilego che non sei altro!Non te ne ricordi? Ahah! Dopo la veloce digressione indirizzata all'amico fautore delle nostre Ore liete vi devo rendere partecipi del fatto che il cantato demolitore di Shaitan è sempre unico e gli piace tirare fuori la linguona per fare smorfie repellenti ed altro (componente scenografica di sicuro rilievo!) mentre le loro martellate ci consolano dal breve tempo di esecuzione e dai problemi tecnici.



Dopo tutte queste scontentezze da bambino viziato devo però dire che la soddisfazione di averli visti dal vivo non si placa nemmeno a distanza di tempo e la fantastica “Nocturnized” vomitata in faccia agli astanti in chiusura del live-gig ci consente di conservare una impressione più che superba e gloriosa dei nostri estremisti orientali! A tutt'oggi posso dire con convinzione: gli Impiety vanno visti assolutamente dal vivo ed in prima fila! Provate questa bagnata esperienza, non ve ne pentirete! Ave a loro, Beasts From The East! Pandemonium!! Porco cane, non vedo l'ora di rivisitarli live!

Tutti i mega-posers ritornano alla carica come un gregge quando vedono che si allestiscono sul palcoscenico le scenografie dei Watain. Beh, sai che avvenimento ... due croci ed un pò di candele nere (non lo aveva mai fatto nessuno, devo dire!). Eppure decine di disperati devono conquistarsi la propria foto di questo o quel pentacolo, perchè sennò l'archivio pieno di compitini quella notte rimarrà sguarnito! Vabbè, le solite divergenze con chi preferisce le cose meno stereotipe come me (che in fondo amo i pelatoni tailandesi mentre vomitano blasfemie!). I Watain, sui quali a questo punto non sarebbe lecito omettere un'impressione (mai si veda!), erano già nel roaster che accompagnava Kreator e Celtic Frost nel mese di Maggio.

Per questo motivo non mi scandalizzo quando vedo le loro facce dipinte che si preoccupano di concedere espressioni maligne e competitive alla folla. Musicalmente sono una band accettabile ma nonostante provi a resistere, devo gettare la spugna dopo circa cinquanta minuti e vado a rinfrescarmi gli occhi al banchetto dei cd's. Vi assicuro che tecnicamente, musicalmente e scenicamente sono parecchio estremi ma qualcosa non riusciva a prendermi del tutto (come già la prima volta). Sarà stato il loro atteggiamento? Boh, forse, può darsi. Ancora non ho avuto l'intenzione di inserire un loro titolo tra i miei acquisti e non so se mai lo farò. Se vi piace il black metal svedese con qualche reminescenza dei MayheM potreste anche avvicinarvi alla loro proposta. Per quanto mi riguarda, quando ho sentito il prezzo del loro ultimo vinile ho chiuso bottega. Alla faccia dell'underground! Cercherò di fare l'esperimento da cd per capire se possono rivelarmi potenzialità che ancora non riesco a scorgere.
Tra le altre cose, sempre per portare acqua al mulino
Impiety, noto che i colleghi di Shaitan si danno un gran da fare quando è il momento di smontare la strumentazione. Degli altri neanche l'ombra... se non da parte del bassista dei Watain.
Il numero più bello della serata lo combina il
Fava, undergrounder milanese. Mentre chiaccheriamo vicino alla macchina del mio amico Francesco gli capita involontariamente di chiudere il portabagagli della vettura. Tale avvenimento risulta SCONVENIENTE! Sconveniente perchè le chiavi rimangono chiuse dentro! Ahahah! “Dobbiamo andare a Reggio Emilia stanotte!?!” Mormoro. “Cosa hai combinato?” Mentre sento l'odore della sciolta generale che dilaga! Avverto Francesco e lui esclama: “No,..ma non me lo dire. Non è possibile. Che Numero!”. Attraverso vari sotterfugi riusciamo comunque a rimpossessarci della vettura... ma non scenderò nei particolari del “come”!
La nottata trascorre per lo più in macchina tra un casello autostradale e l'altro. Porco cane che lungo quel percorso. E così che, grazie al baluardo metallico Rosalbi (Francesco, sempre.nda), riusciamo a prendere posto nella camera che aspetta di ristorare la stanchezza accumulata. Malgrado il sonno si da un'ultima controllata agli acquisti fatti e solo insieme alla venuta dello svenimento si abbandona il mondo dei vivi.

 

19 - 10 – 2007

VEXED / DEATH MECHANISM / HELL IN A CELL / HATRED - Tunnel - Reggio Emilia

Quando ci svegliamo sono ormai le nove e mezza del mattino e dobbiamo andare a fare colazione. Ci infiliamo nella prima pizzeria che troviamo e ci imbottiamo di pizza e di birra. Mi sembra più che giusto! Reggio Emilia sembra una città tutto sommato tranquilla e noi ci prepariamo all'assalto di thrash che ci travolgerà in nottata. In serata Francesco torna tra noi dopo il lavoro, mentre noi siamo ben affaticati dal cazzeggio totale. Pensiamo dunque di andare a mangiare qualcosa presso il bar della stazione e l'ora della festa si avvicina.
Arrivati di fronte al locale facciamo la conoscenza degli organizzatori, molto socevoli e disponibili. In seguito veniamo fatti entrare nell'arena del deathmatch! Gli
Hell In A Cell sono già sul palco che sfornano la loro amalgama compatta di thrash metal vecchio stile influenzato fortemente dai maestri Hellhammer! Un gruppo che mi ha lasciato sotto shock e che mi propongo di ricercare nelle sue uscite discografiche.

Arriva il momento dei guerrafondai: i Vexed. Aspettatissima formazione di thrash classico proveniente dal milanese (varesotto) che non deluderà le aspettative dei thrashers più tradizionalisti. Se l'impatto che potete notare sui loro albums è capace di creare un tornado nella vostra psicologia e fisicità... beh allora dal vivo sarete succubi di un'assalto dalla portata molto più intensa. La voce di Mik è penetrante e distrugge qualsiasi padiglione auricolare. I ritmi sono sfrenati e non cessano mai. Inoltre la perizia del chitarrista mi lascia proprio stupito per la precisione e per la pulizia. Si, possiamo parlare di effettivi veterani del genere. Da rivedere, da risentire, da RI – COMPRARE. E' uno di quei gruppi che non mi stancherò mai di ascoltare e che potrò sempre prendere in considerazione come esempio di incontrastata qualità.



Ogni volta che apro il case di un loro cd ed estraggo il dischetto per farlo suonare a tutto volume mi viene il buon'umore. Vi consiglio di fare altrettanto.
L'impressione sull'audience non è delle più edificanti perchè con un massacro del genere si scatenano solo quei cinque o sei pazzi che popolano ogni concerto ... ma probabilmente dobbiamo tributare il pubblico di Reggio per la sua attenzione alla proposta dei gruppi. Inoltre il locale è particolarmente spazioso e rimane qualche buco da riempire. Speriamo nell'affluenza sempre più potente per le prossime serate.
Arriva il momento degli
Hatred, band di brutal death metal corposo. Le influenze sono da ricercare nel death metal americano ma la loro tecnica si rende come qualcosa di spaventoso. Impostazioni ritmiche assassine per un divertimento che accalora. Nel mentre continuiamo gli acquisti al banchetto della Warlord Records di Alex Vicini.
Una delle migliori band della serata si rivela in seguito con il nome di
Death Mechanism. Già sentivo anticipatamente che avrebbero spaccato le ossa di tutti ma dopo averli ascoltati per la prima volta dal vivo IMPONGO a chiunque di procurarsi del materiale. Un thrash metal affilato e perseverante. Un assalto senza pari in cui le ritmiche non permettono di prendere fiato. Nella loro poetica si legge ancora fresca la vena insana del thrash metal anni ottanta, veicolo di celebrità come Kreator, Sodom, primi Sepultura ed altri maniaci della stessa risma. Da segnalare soprattutto la demenza del cantante /chitarrista che da solo regge il portento di una sezione ritmica ammirevole ed un cantato accattivante. Il tutto ovviamente è eseguito con la massima precisione e l'intensità necessaria perchè il capo possa schizzare via dalle spalle ad headbanging effettuato!
Il bilancio della seconda serata in immersione nei proiettili è positivo di sicuro. Pienamente soddisfatti ce ne andiamo al
Vampyria per il continium del “rimpinzare”, ahahah. E l'ospitalità degli organizzatori si è fatta sentire ancora una volta, lasciando nelle nostre memorie il ricordo di un posto dove tornare certamente in futuro. Alla prossima thrashiatAbbestia! Thrash Or Die!

A.C.