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I Mournful sono una giovane black metal band partenopea che ho conosciuto su internet tramite il loro cantante Andras. Questa prima demo registrata ad Agosto 2005 fa senz’altro sperare a dei buoni proseliti per il gruppo in questione, e che in base al genere si colloca come act di black metal ultra rozzo, in una maniera di esprimersi molto molto underground. Certo i punti di riferimento sono i soliti conosciutissimi mostri sacri provenienti dalle terre del nord e che non perdo tempo qui ad elencare visto che tutti conoscerete a chi mi sto riferendo, ma senza dubbio nelle loro canzoni c’è il tentativo ad operare sempre più in maniera autonoma ed originale.
Il primo pezzo ad esempio, che secondo me soffre di errati bilanciamenti per quanto riguarda il livello della linea vocale (la quale è talmente penetrante ed in primo piano che fa sparire lo sfondo musicale, nei suoi momenti di climax!), ma che con dei giusti accorgimenti si potrebbero correggere benissimo, oltre alla tradizionale struttura agonizzante darkthroniana offre anche altre tinte che spaziano e lasciano un po’ anche i riferimenti del black metal, vedi il simpatico assolo di chitarra che scende ancora di più nei meandri rock dell’intolleranza e del menefreghismo musicali!
La seconda song, intitolata “The Great Ancients” è quella che si accosta di più appunto ai maestri del genere, con un tempo forse troppo ripetitivo e suonato in maniera prolungata ma che dipinge un buonissimo ed efficacissimo per la configurazione mentale di un ambiente tetro e decadente. I suoni rimangono sempre sporchi oltre il necessario e forse nella parte cadenzata e centrale della canzone arrivano anche a disturbare, ma è probabile che l’intento della messa in opera sia proprio questo!
Nella song “Slimy Angel” ho poi ritrovato una certa situazione nella vena di uno dei miei ascolti preferiti: i Mutiilation francesi. Qui la poetica dell’orrido viene perfettamente a galla, con una musica incessante e man mano sempre più disperata in cui la batteria esegue sempre il classico mid tempo sul quale si stagliano i latrati di annichilente barbaricità del cantante. Secondo me la parte arpeggiata malinconica che sovviene dopo poteva essere senz’altro risparmiata, visto che lancia la song in un contesto assolutamente non appropriato ma è probabilmente per una questione di gusti che io farei risaltare le parti crudeli senza perdere tempo con queste melanconie mielose. Anche nel punto in cui la canzone riparte riemerge il tipico modo di suonare sconnesso e menefreghista che ha reso famosi certi gruppi e che è di indubbia lode e non pacata artisticità esplicitantesi! La chitarra viene tormentata in un assolo che comporta lo stridere delle corde, come solo un vero Blackster sociopatico può permettersi di fare!
Andando avanti ci immergiamo in fantasiosi ed assolutamente edificanti riffs di chitarra che proseguono giustamente sulla linea sopra citata; stiamo parlando dell’ultimo pezzo e così può dirsi conclusa questa prima prova del quartetto Mournful. In definitiva una demos che consiglierei ai veri cultori del black metal inteso come stile di vita marcio e che siano anche un po’ disposti a mettere da parte la musicalità di una canzone! Per quanto riguarda i consigli che potrei dare ai nostri ragazzi … penso che molte direttive di una certa linea poetica siano già state individuate, ora bisogna solo lavorarci sempre per arrivare al proprio maximum artistico! In bocca al lupo e continuate a spaccare! Panzer Division Mournful!
A.C.
CONTATTI: mournfulband@libero.it - www.mournfulblackmetal.tk/
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