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DEEP VEIN/BLOODY SIGN/OPPRESSION "BLEEDING THE FIST!" - 2004/05
 

Il motivo principale che mi ha spinto a procurarmi questo split è la presenza al suo interno del gruppo svedese (di cui vi illustrerò vita morte e miracoli!) ma la fascia qualitativa sorretta dalle altre due bands mi ha fatto essere ben compiaciuto dell’acquisto!
Il primo gruppo si lancia subito su di un pesantissimo death metal di fattura devastante che ripercorre il discorso classico già affrontato dalle bands capostipite del genere negli anni Novanta (vedi Morbid Angel…). “Maniac” si concentra quindi su una base abbastanza cadenzata ma inframmezzata da stacchi abbastanza dinamici con dei forti diversivi vocali che dalla consueta impostazione gutturale si spostano anche su delle spontaneissime schizzate in scram! Mano mano che si procede il pezzo acquista dinamismo e corpo sempre per incitare il pogo più passionale quando si arriva alle micidiali partiture di velocità ed estremismo sonoro.
Il secondo pezzo, "Infernal Litanies", può essere definito in parte più “allegro”, sempre che ammettiamo questo tema nel discorso di un gruppo del genere … e prosegue sulla buona struttura dei pezzi che non calano mai di tensione ma che aggiungono potenza alla potenza. Nonostante il gruppo sia senz’altro di grande lustro, si arriva alla conclusiva “Divine Perversion” in modo da voler affrontare altri ascolti, chissà forse per un genere in cui appunto i tecnicismi tolgono lo spazio, o al limite offuscano, una linea espressiva che potrebbe mostrare qualche vibrazione sentimentale più esplicita.
Si arriva così al secondo act, anche questo francese, e che non lascia dubbi sulla pasta di cui è fatto: da subito la prima song “Unleashing The Power Of The Bloody Sign” mette in chiaro le influenze della band, immediatamente ravvisabili in quanto fatto dalla migliore scuola di death/brutal americano (non posso non citare i Malevolent Creation perché gli accostamenti che si potrebbero fare sono fin troppi!). Solo due tracce per questi deathsters francesi che lasciano il posto ai “tanto attesi” (almeno da me!ahah) Oppression, band allucinante proveniente dalla Svezia che vomita un ugualmente allucinante thrash-core di matrice slayeriana senza assolutamente sputare sul nuovo stampo che ha acquistato l’istanza moderna dell’estremismo sonoro in modalità death-core. Già forti di un assurdo demo del 2003 intitolato “Violence Will Dominate” che mi aveva schoccato per la sua personalità ed originalità, nonché potenza ed aggressione esercitata sulle mie orecchie, e di un altro analogamente impressionante del 2004 (“Left To Perish”), hanno stracciato qualsiasi appiglio dell’esistenza umana spazzandolo via con cotanto furore! Tanto è vero che, arrivati alla sesta traccia si respira già nel suono della prima nota lasciata in tensione un’aria di marciume data da un basso penetrante e ripetitivo che sostiene una ritmica ferale e preparatoria per il massacro imminente: stiamo parlando di “As They Rot”, titolo già abbastanza esplicativo per ciò che può considerarsi un assalto di thrash da esecuzione corporale! Il basso continua a pompare, le chitarre pure … thrashiano che è una meraviglia e la voce interverrà presto per sistemare su questa maledetta corsa sfrenata gli urli di odio annichilenti. L’impressione che se ne trae è quella di un gruppo che ha un trademark come pochi, la vera linea espressiva che solo i veri artisti sanno sentire ed esporre con la loro libera spontaneità. Anche le tracce a seguire sono davvero clamorose, sia in quanto a composizione che per il modo in cui vengono suonate. Il sound è tipicamente grezzo di un gruppo come può essere quello degli Oppression, Duri e Puri fino in fondo; ogni strumento è apprezzabile fino in fondo e la qualità non ha bisogno di superare un certo livello di tono proprio perché esce fuori da sola. Con il macinamento di ossa che si sente all’inizio di “Visions” potrete poi immaginarvi che razza di situazione paradossale si viene a creare in un live di questi pazzoidi ... meglio non pensare a tutte quelle frattaglie rotte sul pavimento! Anche le altre canzoni tengono alta la bandiera degli Oppression, come “Death Of Faith” e “Prophecy Of Darkness” (quest’ultima più malinconica ma sempre efficacissima!).
Per concludere vi consiglio vivamente l’ascolto dello split per avere una visione del vero underground death metal nelle sue sfumature più serie e convinte, e spero che questa recensione sia un pretesto per farvi avvicinare a gruppi assolutamente validi, come gli Oppression specialmente, i quali non sono da considerarsi come facenti parte della solita routine musicale che quotidianamente infanga le orecchie di tutti noi!

A.C.

CONTATTI:

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Bec oiseau 16230 JUILLE FRANCE
cbeautour@aol.com
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47 Rue Basse 68420 GUEBERSCWHIR FRANCE
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Oppression
c/o Nyman -
Vegatan 29 B 31132 FALKENBERG SWEDEN
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