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Album
Mini CD-r
Date
2006
Label
Sel Produced
Distribution -
Studios Sound Farm Studio
Artwork -
Contacts landofhate@libero.it
 
Track List

1. Gener(h)ate
2. AntiNation-AntiWar
3. Sudden Perversion
4. Raped Years
5. Bloodshed (live)

LAND OF HATE "GENER(H)ATE"

A giudicare dall'introduzione si prospettano già imminenti catastrofi, non appena si inizia ad ascoltare quest'ultimo sunto delle fatiche dei calabresi Land Of Hate, scandite dai suoni della paura che, resi sistematicamente sinistri con note sintetiche (probabilmente dei samples), invitano ad entrare in antri di completa negatività; un suono tenebroso e massiccio allo stesso tempo ci avvolge con le prime note. Iniziano così i vasti presagi di morte, con l'irruzione di una ritmica thrash-doom (gradevolmente caratterizzante di molte strutture, anche per quanto riguarda le successive canzoni!) scatenata poi in un violento massacro che non lascerà vittime.
I Land Of Hate tornano in piena forma, tornano un'altra volta all'attacco con la loro miscela corrosiva e schiacciante di thrash/death che non trascura però le più svariate influenze ragionate dai cosiddetti "skilled musicians" (come si direbbe in inglese!). La voce di Marco, sempre padrona della situazione, canta su metriche molto quadrate e concise, che aiutano a formare la compattezza generale del suono; il loro sistema di annientamento si costruisce un pò su questa rispondenza tra il cantato e le musiche.
La seconda traccia "AntiNation-AntiWar" parte subito venata da linee blackeggianti ma poi sfocerà nella consueta pragmatica di thrash death spazza tutto; una cosa è senz' altro chiara: i Land of Hate ci portano senza esitare all'interno di un contesto musicale privo di fronzoli che punta subito all'impatto e al"sodo" della situazione, intesa come struttura della composizione musicale.
Procedendo verrete percossi dalle continue vessazioni emergenti da "Sudden Perversion", molto ben ritmata e veloce! E qui devo dire che ho potuto trovare pane per i miei denti, dato che velocità ed impatto sono le cose che preferisco e di cui ho bisogno!
Si continua su questa linea ancora con la penultima song "Raped Years", conforme allo stile delle altre e capace di trascinare tonnellate con la sua possenza devastante di suono. Inoltre, praticamente tutte le canzoni si presentano come un qualcosa di ben ragionato, e la loro durata non breve, ma
nemmeno troppo prolissa, permette di scorgere questi pregi.
L'ultimo pezzo presente in scaletta è una versione live di "Bloodshed", ben registrata ed espressiva nonchè referente della loro aggressività on stage! E dopo queste premesse credo sia di buon auspicio sperare di vederli in qualche esibizione.
Complimenti ed in occa al lupo!

A.C.