Premetto che non è facile recensire questo cd, anche perchè non è un genere che trattiamo e, sebbene adori diversi gruppi che si dedicano al genere "ambient" non è sicuramente uno dei generi che conosco meglio.
Sinceramente, avendo già recensito e aprezzato il lavoro di Alessandro negli "Hell Barron's Wrath", mi aspettavo qualcosa di diverso, invece purtroppo devo constatare che
l'unica pecca trovata in quel cd, qui si ripete in modo costante, ossia l'incessante ripetitività, che almeno per me, annoia!
Con questo però non voglio dire che è tutto da buttar via, anzi, di spunti interessanti, ce ne sono parecchi e ogni brano, preso nel suo singolo contesto, ha qualcosa da dire, potrei ad esempio usarlo nelle mie installazioni più oscure e malsane, tutto il cd è permeato da un'atmosfera oscura e maledetta, molto ossessiva, poche sono le apparizioni vocali, una o due per la precisione a farla da padrone è il suono, sintetizzatori, drum-machine e innest di suoni elettronici e rumori angoscianti, ma è nel complesso che, come dicevo sopra, secondo l'intero cd diventa ripetitivo e non regge, questo per me, ma come ripeto non sono una seguace incallita del genere ambient, quindi siuramente chi segue la scena potrebbe aprezzare molto di più questo lavoro!
Il mio consiglio è quello di giocare un po di più sulla diversità dei suoni, ma forse anche qui, è proprio una scelta voluta da Alessandro, e se così fosse, forse non è nemmeno giusto consigliare di cambiare strada!
Adrastea |