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EMILIANO SICILIA"DEVOTION, MATERIALIZE" - 2006

Chitarrista milanese al debutto, Emiliano Sicilia lo si potrebbe senza dubbio etichettare come un guitar hero nel senso classico del termine se non fosse che questo "Devotion, Materialize" non suona per niente "classico".
Con alle spalle anni di studio, tecnicamente ineccepibile, ispirato da un mostro come Steve Vai in primis, e da una folta schiera di altri axe-men a seguire, Emiliano mette in scena quello che lui chiama un "industrial metal horror" spiazzante ad un primo ascolto, e che in parte trovo esagerato. Ma tralasciando le etichette, il disco si fa apprezzare pienamente solo dopo determinati ascolti, e solo se aperti ad accettare il totale ribaltamento della forma canzone intesa nel modo canonico. Questo perchè "Devotion, Materialize" è un caleidoscopio di suoni e generi che si mescolano continuamente, ma che coesistono con sorpresa anche quando emerge la sensazione di qualche forzatura di troppo, di volere stupire ad ogni costo.
Metal, flamenco, house, noise e via discorrendo si rincorrono, si raggiungono, e poi si lasciano ancora interspaziati dal riffing forsennato e dagli assoli di Emiliano (improvvisati in larga parte in studio durante le registrazioni), e da una serie di voci che vanno da quella femminile, al growl, allo screming per mano di differenti ospiti (Crisitano Re dei Relaypse, Pier Paolo Balice dei Lawbreakers per citarne quancuno). Appassianato di film horror, non potevano mancare rimandi ed atmosfere al genere, e riferimenti al metal estremo il cui immaginario si esplica prepotentemente, come tutti sanno, con artwork purulenti e gore.

Un disco geniale, in definitiva, più "cyber" che altro per il suo positivo abuso di programming e nessuna traccia di strumenti abituali/acustici (eccezion fatta per la chitarra acustica in evidenza in "Splatter On A Bluegrass". Oltre, ovviamente, quella elettrica).
Un disco che stimola, che diverte, pervaso da una spiccata autoironia che trova il suo punto debole nella confezione: una copertina dal concetto orrendo, e dal lavoro grafico scadente. Ma al di là di questo, soprattutto, un disco sorpredente e pieno zeppo di idee. Dinamico, folle, eccessivo, ingegnoso.

Andrea Punzo

Contatti: www.emilianosicilia.com - www.myspace.com/emilianosicilia