Eccoci
arrivati al giro di boa per quattro realtà che ormai
pulsano nel continente Italiano e che, da tempo, scalciano per
far sentire e valere la propria voce e la propria voglia di
fare musica! Questa volta i ragazzi delle quattro bands hanno
fatto centro ed hanno convogliato tutti i loro sforzi in un
unico canale appagante e redditizio: il cd-split che li vede
assieme per metterci a disposizione la loro follia e nefandezza
nel suonare!
La scelta di autoprodurre e stampare un ben variegato split
si faceva spazio nelle menti della congrega metallara sardo/calabrese
da ormai svariati mesi e finalmente ha trovato il suo ride-Out-of-death!
Tutti e quattro i gruppi si presentano palesemente energici
e sono giunti ad un livello di maturazione più che buono
ed accettabile.
Si parte con l'attitudine diretta e semplice dei Land Of Hate,
lega di prodi ed uniti deathrashers for life da Crotone che,
ripercorrendo la lezione basilare della musica d'impatto, si
interessano a fornirci una griglia distruttiva musicale che
ci era già nota dal loro secondo demo autoprodotto ("Gener(H)ate").
Inizialmente posso svelare che, dei gruppi presenti in compilazione,
sono quelli che forse si avvicinano di più ai miei gusti
ed al genere che maggiormente ascolto ma successivamente vi
lascerò desumere anche allettanti motivazioni dalle armi
nucleari sfruttate presso le rimanenti bands!
Passiamo ora alle tre songs inserite dalla death metal band
sassarese degli Smashhead! Beh che dire, stavolta hanno sfruttato
appieno tutte le loro potenzialità ed ogni istante è
finalizzato alla resa ed alla distruzione sonora. Di tutte le
occasioni e di tutte le audizioni forse questa è la prova
che mi ha convinto al meglio visto che li ho trovati molto incisivi
e pronti ad arrivare velocemente al dunque! Un'amalgama soda
e compatta per ciò che le mie orecchie vogliono filtrare.
Ben fatto, aspetto nuova linfa e decostruzione come se piovesse!
C'è inoltre da dire che "Human Fetus In The Sewers"
aggiunge un carico di pesantezza considerevole. Le parti di
chitarra trovano nuovi orizzonti rispetto ai precedenti contesti
e portano a termine un'esecuzione sommaria di massa. La prossima
volta vedrò bene di darmi qualche giro di carica come
il Rolex vecchio ed oleare le giunture per la pogata!
Si arriva poi ai fidi Deathcrush, Bessude's Mortem Kommanders
che non ne sgarrano una ed a cui gli orologi a pendolo nonchè
quelli svizzeri fanno un bel baffo! Non rompono il legame, rimangon
tesi e sopprattuto svegli, per infliggere le ultime distruzioni
al nemico: sempre un piacere le scarrellate dei tre bombaroli
che si districano tra il deathrash più ferale ed il brutaldeath
di matrice novantiana! Ogni scusa è buona per rompere
l'osso, e loro lo fanno senza esitare. La nuova entrata è
la terza "Eaten By Rats", sulla quale sono state accuratamente
ragionate stesure ed arrangiamenti. La caratteristica principale
di questa band sta nel giusto dosaggio di una produzione comprensibile
e lineare che va a sposarsi con l'impatto micidiale delle bordate
sciorinate senza pietà dall'ensemble convinto e fiero!
Le vittime cadono una dietro l'altra perchè il massacro
non concede spazio alle riflessioni. Se può farvi piacere
una bella rottura di setto nasale o una lussazione della spalla
vi consiglio di gettarvi senza esitazione nel pogo di una data
Deathcrush,, riceverete il benservito!
Gli ultimi, che si aggiungono come tassello finale prelibato
del mosaico, sono gli Zora: la gloria calabrese in cui militano
membri degli storici Glacial Fear! Danno saggio della loro dura
lezione inferta all'ascoltatore: intensità e forza dinamica
di lavoro meccanico in progressione, a iosa! Semplicemente la
quarta valida colonna di un lavoro "di genere" che
darà grandi soddisfazioni agli amanti del sottobosco
underground!
Chissà che un bel giorno non si potrà ventilare
la consolidazione definitiva con un bel festival interminabile,
magari perchè no, qui in hellSardinia!
A.C.
|