Vecchio
Black/Death trasuda dall'opener di questo cd: “Sky's Suicide”,
una canzone più e più volte esibita dal vivo nei
concerti degli Achernar, band isolana sarda che finalmente debutta
con il suo primo compact! Un lavoro che apre le porte al mondo
epico stagliato dalle asce di Marco e Paolo, doppia sezione
di chitarra precisa per uno dei migliori melodic-death-acts
in città.
Personalmente non seguo questo genere da vicino ma, affacciandomi
alla sensibilità dei musicisti e la voglia di fare e
muoversi bene non potrò che cogliere unicamente spunti
positivi. E' sicuro che gli appassionati del genere non si discosteranno
dalle sonorità classiche, dal tocco preciso e pulito
con una base tipicamente heavy metal. E ciò penso, in
questo momento, nonostante tutti i vari ritorni in musica e
le frequenti prostituzioni, sia motivo di lode; visto tutto
“l'impasto” che comunemente viene fatto tra i generi
più svariati e le contaminazioni più blande.!!!.
Ma, concentrandoci prettamente sulla struttura del cd...direi,
le canzoni si fanno ingoiare semplicemente anche quando l'orecchio
non è propriamente a ventosa sui refrains melodici! L'unico
punto attraverso il quale trovo difficoltà è la
ripetitività dei giri, che, solo da un mio punto di vista
personale (magari in un altro genere sarei riuscito ad inglobarli
meglio, per essere sincero), accorcerei ancora di più
ed estremizzerei allo spasimo.
Un piccolo gusto che di certo mi sarei tolto volentieri sarebbe
stato quello di far partire un attacco bestiale di black/thrash
su “Into the Depth”, a metà canzone, quando
lo stacco riprende attraverso un incalzante quattro-quarti,
rimanendo comunque di chiaro stampo thrashing! E comunque, dalla
terza song in poi, il cd inizia ad aprire possibilità
e potenzialità ancor più redditizie e trascinanti.
Il mio unico motivo di analisi potrebbe riconfermarsi sempre
sulla propensione a dimezzare i continui giri a random di “Infinity”.
Ma se l'artista in tale frangente sceglie così, ..c'è
poco da fare o metterci la lingua in mezzo. D'altronde sempre
si tiene una corda premuta finchè lo sfascio contribuito
dai piatti della batteria non irrompe nel flusso di un pilastro
ritmico portante, regola e clichè sempre rinnovati per
Distruttori Ibanez, Gibson-s e quanti altri strumenti di annichilimento
istantaneo da accellerazione protonica!
“Afflicted By Your Mind” - Episodio di esempio finalmente
più lanciato che si propone dopo il prezioso intermezzo
di chitarra acustica e che, da lontano, riecheggia alcuni fasti
del passato di certo Black Metal tipico greco.
Vorrei rimarcare però che, come detto in apertura, questa
release, assieme ad ogni altro out-fit degli Achernar, non si
possa ricondurre alle striature più recenti del metal,
nella sua accezione più moderna. Nel sostrato culturale
Metal sicuramente non rivedrei gli Achernar come qualcosa di
moderno,,quando penso a loro mi viene in mente più facilmente
la continua naturale evoluzione di quei presupposti presenti
durante I '90, che si son persi...! ma sopprattutto continuerei
a dargli quell'interpretazione di preservatori del suono e del
filone classico, importante presenza di cui il mondo della musica
e degli appassionati hanno bisogno per continuare a vivere e
manifestarsi.
A.C.
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