Spettacolare
full-length di esordio, dopo il già affascinante mini-promo,
tinto di metafisica e magia! Gli amici Ars Goetia vi strapperanno
il cuore (ed i timpani!) con il loro suono perseverante ed ipnotico!
Si nota facilmente come i musicisti siano ben rodati e lo si
percepisce sicuramente dalle strutture e dalle composizioni
ben impostate ed eseguite.
Si parte alla grande con l'intro seguita da "Black Wisdom"!
Ma la successiva "Embrace.." entrerà nel vivo
della loro narrazione e della loro pratica descrittiva sonora;
l'energia sprigionata è magica, quasi lunare ... di quelle
che spargono il terrore e lo sgomento in ambienti simili ad
una foresta o ad una laguna fatiscente!! Scenari neri si dispongono
nel mio orizzonte, malgrado sia il momento del giorno! La loro
notte interiore è più forte. La voce del morto
che si leva dal terreno insegue con ossessione l'anima dei dannati
ed il suo nome è Helnath!
La cadenza di alcune frequenze incrocia melodie malate con vecchi
patterns di black metal tradizionale! La base attraverso la
quale viene partorito precisamente un buon concept di black
metal.
Un genere, quello degli Ars Goetia, che si racconta sempre per
la sua linearità ... arma vincente e pienamente esaustiva.
Basti prender come pretesto i refrains di pezzi come "The
Hermit" che, sin dal primo momento, si avvinghiano alle
valve della memoria e da essa non si staccano più.
Cariche di protoni acidi ed acuminati, le ritmiche si dipanano
da "Dies Nefastus" continuando a costruire quel muro
sonoro particolarmente caro ai vecchi affezionati del black
commistionato al black/thrash oldstyle; perfetto per sbattersi
e bere con i lupi della vecchia generazione! Un arpeggio e subito
la deflagrazione, così segue "The path of despising",
altro brano che si aggiunge a questa carrellata soddisfacente
nonchè piacevole; una playlist che si fa ascoltare senza
intoppi di sorta e fluisce tranquillamente in modo da suggerirne
un ascolto a più riprese.
Il modo attraverso il quale ragionano gruppi come questo dovrebbe
essere considerato come paradigmatico per coloro che vogliono
affrontare un percorso costruttivo/creativo intelligente e di
ottimi risultati.
Non nascondo che la registrazione ci mette di fronte ad un apparato
sonoro anche troppo chiaro per le mie abitudini: la limpidità
dei suoni e la loro stesura non mi permettono di ricercare quell'aura
misteriosa all'interno di note e bande termonucleari dilanianti,
però evidentemente la band ha optato per un linguaggio
universale e pluri-comprensibile. Alcune linee mi ricordano
da lontano le sezioni di gente storica come Maniac Butcher et
similia ... ma gli Ars Goetia agiscono con un modulo personale
ed inconfondibile. Il cantante continua anche nelle ultime songs
a cimentarsi con voce versatile tra screaming e growling vocals
più spesse, rendendo il tutto più imprevedibile
ed aiutando a portare l'immaginazione fuori dalla banalità.
Nonostante tutto, si sa, il black metal di questo tipo non è
un genere dal quale aspettarsi il discostamento da certi pilastri
fissi ... ed è per questo che ci piace. Martellate energiche
vibrate da un batterista di tutto rispetto che rende l'assalto
incessante ... ed il suo ruolo è ormai encomiabile dato
che si tratta di un Dron più che in forma.
Oltre a quanto già detto posso solo aggiungere la mia
propensione per le loro prossime uscite che mi ripropongo di
marcare strette, nonché di porre nuovamente all'attenzione
del nostro rooster invogliando possibilmente la band a darci
in pasto la prosecuzione delle loro fatiche, tanto è
che rimarremo sintonizzati sulle frequenze della Funeral Moonlight
productions, ad aspettare il preannunciato split con Old Bones.
A.C.
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