Bordate
Infernali D'Australia! Chitarre urlanti ed ululanti aprono questo
nuovo capolavoro che non poteva non essere fortemente atteso
e sospirato! In questa sede ci occupiamo di rendere grazie ed
osannare (mai abbastanza!) un gruppo molto caro alla nostra
Fanzine ... sia per i precedenti reportages con loro protagonisti,
sia per gli ultimi eventi concertistici nei quali si è
saggiata la loro incontrastata violenza sovrastante ... presso
il Festung (United Metal Maniacs) – edizione 2009! e di
cui biasimo la vostra assenza se voi ne foste i primi diretti
responsabili! AhAh!
Il nuovo album dei Destroyer666 era da me atteso mesi e mesi
orsono; ero talmente impaziente per l'uscita che ormai non bastavano
più neanche i samples presenti sul loro Myspace! E' così
che i distruttori australiani hanno dato in pasto al loro seguito
un nuovo album forgiato di potentissima consistenza metallica:
un blocco in ferro di heavy/Black metal, come loro, da più
anni sanno fare, in maniera sapientemente studiata. Nella loro
ricerca ci si prefigge di arrivare immediatamente al dunque,
centrare l'obbiettivo sin dalle prime note, senza perdersi in
chiacchere! Ciò è quanto contraddistingue il songwriting
e che da sempre rende amabile ed inconfondibile il processo
di sterminazione una volta che Warlust e Mersus hanno dato fuoco
ai cannoni!
Si parte con le micidiali “armi della conquista”
in cui i quattro Tiranni mettono in chiaro le prerogative del
componimento: continuare a distruggere senza lasciare una briciola
intera! Il classico e famigerato stile si ripercuote in ogni
singolo pick-ups e rintocco di corda, in ogni pestata di rullo
... Il gusto, è inconfondibile ... JackDaniels e Canguri
salteranno fuori a vagonate dalle vostre casse dello stereo!
HUAhah!!
La voce di K.K. si è semplicemente ingrossata con gli
anni e ... per il resto, rimane sempre inconfondibile e sanguigna!
Le composizioni continuano a non appannare la visione limpida
di quella tipica “verve” heavy-metal presente da
sempre nella loro poetica, che li ha germinati e che è
sempre cresciuta con loro. Come seconda track abbiamo una di
quelle che io potrei definire come una delle migliori, se non
la migliore e mia preferita: un'assalto come “I am not
deceived” non si sentiva da quando le Destroyers D-555
avevan smesso di squillare su Terror Abraxas!!! Stavolta però
la produzione è molto più solida e sarà
in grado di farvi volare dalla finestra ... anche perchè,
dopo averci lasciato con il godurioso ed onnipotente mini-Cd,
I Destroyer non potevano fare altro che riservarci una sana
e genuina dose interminabile di Tritolo australiano.
I calci in culo proseguono sulle successive sette traccie, in
cui, sempre per non smentirsi, non mancheranno le famosissime
ballate dall'impatto e ritmo più lenti; “Blood
for blood” ne è l'effige, la rappresentazione di
quei riverberi ed accordi tipicamente classici tanto cari al
maestro Quorthon quanto al nostro Warslut.
“Le barricate si rompono” è la chiara esaltazione
di una kermesse musicale attraverso la quale Warslut e Shrapnel
motivano, ancora una volta in maniera impeccabile, la loro sezione
produttiva Black/thrash! Senza dubbio una delle più aggressive
nel loro tipico stile che riecheggia i fasti del “Phoenix
Rising”Album.
Sicuramente, da accanito fan, non posso dire che la qualità
di “Defiance” surclassi quanto era stato pubblicato
attraverso perle quali “Cold Steel...”, ma devo
comunque tributare il gruppo di un impegno a manica larga che
ha dato i suoi frutti, ancora per lo studio e l'attenzione riservata
a suoni, incastri e strutture.
Per gli amanti della velocità la percentuale dei brani
“da spinta” è anche inferiore ad altri albums
che in passato hanno stracciato containers di headbangers ...
ma qui si tratta di vedere il lavoro con un'altra concezione
ormai. L'artista ancora una volta ha lavorato con il giusto
compromesso per ottenere un appagamento personale ed anche del
pubblico. Non a caso i die-hard commanders devon essere profondamente
stimati per questo.
“Stand defiant” regala, ed è quasi inutile
ripeterlo ancora, uno spazio smisurato alle arie di chitarra
ed alle loro potenti architetture di ritmica. Le voci, insieme
ai cori di una potenza devastante, lavorano in concomitanza
allo scricchiolio del cingolo che intanto avrà fatto
polvere delle vostre ossa.
La contentezza che si propagava nel primo momento in cui mettevo
mano a questo gioiello era interminabile. Forse è stato
un pregio che la data ufficiale di release, prestabilita per
il concerto tenutosi in Germania, sia andata scemando e posticipandosi
per il 22 di Maggio ... così da non darmi l'occasione
di comprarlo durante l'esibizione ma sbavandolo di saliva solo
una volta in casa.
The WolfCultKommand is Back
!!!!!M!!!i!!!!!!c!!!!!!!!i!!!!!d!!!!i!!!!a!!!!!!!!l!!!!!!!e!!!
A.C.
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