Brutale
death-metal canonico d'assalto dal Brasile.
I Queiron si propongono tramite questo loro terzo full-length
album e dopo svariati anni di carriera giungono ad una release
senz'altro matura, nei suoni e nella composizione. Malgrado
la gavetta iniziò nel 1995, oggi si rendono noti solo
grazie alla loro entusiasta richiesta di esser recensiti sul
nostro sito. Non posso di certo tirarmi indietro all'attento
ascolto che il fruitore deve approntare per interpretarli minuziosamente
ed in maniera fluida.
Malgrado la presenza di accentuate influenze orientaleggianti,
complete in tutto e per tutto delle melodie in scala "arabeggiante"
(che tanto hanno preso piede nelle arie di gruppi come Nile..),
non posso affermare che i Queiron non siano un gruppo diretto
e d'impatto.
Alcune delle sfuriate non esulano dal più potente death-rash
ben scandito e che usufruisce di un suono completamente limpido
e chiaro. L'aggressività non viene mai meno, e questo
è imputabile al tono della voce di Marcelo Brutallik,
nonchè al suo modo di suonare sostenendo le pestilenziali
ritmiche di chitarra! Moltissimi scenari di pesantezza ed oppressione
vengono costruiti sistematicamente grazie a massicce architetture
chitarristiche e, solo in minima parte, percepiamo l'ostentarsi
della loro attitudine solistica che ben si fonde alle basi ritmiche.
Come nella vecchia tradizione death metal anni '90 gli assoli
e gli accompagnamenti compartecipano a creare quel blocco caotico
fondato su basi e tonalità grevi; là dove non
sussiste la velocità forsennata ci pensano i fraseggi
stantii e marci degli strumenti su corda a creare un'atmosfera
malsana e sulfurea. Consigliato a tutti gli appassionati della
vecchia attitudine die-hard, rivistà però secondo
schemi freschi ed attualissimi.
A.C.
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