| 'I Et Fjort Fortid'
è il primo lavoro proposto da Alvheim, una one man band
russa di tutto rispetto. Non so moltissimo sul suo conto ma
se, perdonatemi la frase fatta, il buon giorno si vede dal mattino,
il progetto di Alvar, ripeto unico membro della band, è
un progetto che va tenuto davvero sott'occhio!! Al di la della
mia adorazione per il genere proposto e per la nazionalità
dell'artista (anche se si discosta totalmente dalle tipiche
sonorità estreme proposte dalle bands russe), l'Ep si
presenta egreggiamente! Quattro brani, più una cover
e una traccia nascosta, di puro e incazzato black metal darkthroniano,
al quale si legano sfumature viking - che evocano nella mente
dell'ascoltatore antiche battaglie consumate all'interno di
paesaggi nebbiosi dal sapore arcano, come suggerisce, per altro,
anche l'illustrazione del cd e lo stesso booklet interno; sensazioni
sostenute anche dall'introduzione di suoni naturali, come quello
della pioggia e dei tuoni, che troviamo nel primo brano, 'Stormens
Sang', che si apre con il tipico suono del corno vichingo -
e atmosfere oscure più cadenzate - come quelle che troviamo
nei bellissimi arpeggi di 'I Et Fjort Fortid', semplici e funzionali.
L'influenza dei Darkthrone è evidentissima negli altri
due brani e non è un caso che anche la cover scelta da
Alvar sia proprio 'Graven Takeheimens Saler', ma se questo,
per molti, potrebbe sembrare un difetto, tacciando Alvheim di
non aver troppa originalità, dal canto mio non posso
che prenderlo come un pregio, non posso certo negare di la matrice
darkthroniana del progetto, ma non posso nemmeno negare di aver
abbondantemente goduto proprio per questo, ossia per aver trovato
quelle atmosfere oscure, incazzate e grezze che solo il buon
vecchio black metal old style sa dare!!!!
Consigliatissimo a tutti gli amanti del sopracitato genere,
ai nostalgici dei bei tempi andati e a chi si è notevolmente
rotto i coglioni, come me, di ascoltare tutte quelle sfumature
ibride che con il black metal non c'entrano una mazza di niente
;)
Adrastea
|