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Album
CD DIGIPACK
Date
2010
Label
Lo-Fi Creatures
Distribution Lo-Fi Creatures
Promotion Lo-Fi Creatures
Studios Moonlight Studios
Artwork www.batzarstudio.com
Contact Whiskey Ritual @ MySpace
Track List
01.BLACK’N’ROLL
02.IN GOAT WE TRUST
03.ONE MILLION
04.DRUNKEN NIGHT
05.MY WIND
06.MARYANN
07.DEVIL’S STREET
08.LEGIONE D’ASSENZIO
09.THE HUMANS’ KING
10.WHISKEY RITUAL
WHISKEY RITUAL 'IN GOAT WE TRUST'

Passiamo ora ad uno dei primi prodotti della Lo-Fi Creatures che mi appresto a recensire, fra quelli che ci hanno gentilmente spedito e che comprendono appunto il full-length vero e proprio della band parmense, i Whiskey Ritual.
Fra l’altro avevo avuto l’occasione di conoscere il progetto tramite la chiacchierata con il loro chitarrista, durante un festival in Germania. Già da allora avevo avuto la consapevolezza dell’esistenza di questa black’n’roll band ma non ero riuscito a fargli visita nelle sue date di cui peraltro potevo mano mano vedere la pubblicità su Internet.

Iniziamo subito col dire che, fra le tracce più acide che ho preferito ed apprezzato c’è la terza, intitolata “One Million”, molto probabilmente per il suo incedere spinto e coinvolgente. Un buon ritmo che sguazza fra il rock, e l’hard’n’heavy. Un po’ per la maggiore, sostanzialmente, diciamo che in realtà tutte le songs di ‘In Goat We Trust’ sono concepite e realizzate con questo tipo di ‘pennellata’, protesa moltissimo verso il rock. Il rock estrae la base dalla quale tante strutture dei Whiskey Ritual si muovono, condendo le atmosfere poi con quel tiro sinistro del black più recente (vedi a volte, a tratti, il blackmetal depressive o comunque le formule di black non convenzionale). Non credo che i fans del black metal tradizionalista possano trovare troppe risposte all’interno della proposta Whiskey Ritual, proprio perché si tratta un pò di un intruglio. Questo potrà soddisfare certamente le menti più eclettiche, i seguaci più sofisticati ed attenti. Gli stacchi basati propriamente sul metal si leggono a sprazzi in alcune altre partiture (come ad esempio nella successiva “Drunken Night”) ma sempre lasciando ampissimo spazio ai più tipici mid-tempos rock.
Altre rimangono un po’ più cadenzate, come “My Wind”, che mi consentono meno di rivedere lo slancio presente in altre loro songs molto ben riuscite.
La voce, pur se alcuni non saranno d’accordo, a mio parere ricorda a sprazzi qualche reminescenza di Phil Anselmo dei Pantera. Una leggera spolverata di distorsione fa si che il paragone fatto mi balzi alla mente in maniera abbastanza rapida.
Sicuramente tutto l’assemblato va a costituire un blocco di pezzi che può dirsi originale e fresco. Non saprei quale potrebbe essere il pubblico al quale consigliare un cd come “In Goat We Trust”, ma sicuramente diremo sul suo conto che
i suoi musicisti e le menti del ‘behind the scene’ hanno partorito un lavoro molto ben curato e del quale si nota la mole lavorativa indotta e dedicata, che i quattro ragazzi hanno lasciato in deposito all’eredità del loro cd. Ahn, inoltre dimenticavo che, per un modesto parere personale, un pezzo in scaletta di notevole spicco, particolarmente ben riuscito è da rivedere in “Legione D’Assenzio” (vogliate sia il cantato ed il testo in italiano, l’energia, l’aggressività, o l’impatto,, ma per me si candida ad una delle tracce migliori).

A.C.