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THE HEAD STOP "HALF ASLEEP" - 2003

 

Molto interessante questa produzione degli Head Stops, davvero accattivante per il suono maturo che riesce ad esprimere.
Colpisce innanzitutto la grande professionalità con cui i brani sono orchestrati, caratterizzata da una presenza dominante della parte ritmica con un basso ed una batteria armonicamente fusi in una struttura emotivamente incisiva ed a tratti trascinante.
L’influenza dei Bauhaus è notevole, non solo nella voce a la Peter Murphy ma anche nelle sfumature di alcuni passaggi.
Tra le pieghe si avverte insomma la presenza della grande lezione che il dark anni ’80 ha dato ad una intera generazione di musicisti, ma The Head Stops, pur attingendo da questa fonte superlativa, riesce ad innalzare una propria architettura personale e convincente.
Molto bella la seconda track “Another Clumsy Song”, introdotta da un discreto effetto vinile eroso dal tempo su cui si erige poi la voce struggente di Alessio Canalini, l’anima della band.
Allucinante poi l’intro di “Lazy Little Girl”, caratterizzata da un’effettistica goth/ambient accurata e per nulla banale che improvvisamente scivola in un reticolo ritmico affascinante e coinvolgente.
Un po’ tutte le tracks di questo bel cd meritano attenzione: un’opera insomma davvero completa, senza sbavature e che si lascia godere fino in fondo per quella soffusa inquietudine che i bravissimi musicisti riescono a infondere nelle loro preziose elaborazioni.

S*Tox

 

 

THE HEAD STOP "OVERJOYED NE' - DO - WALL" - 2001

Il demo che ci propongono i The Head Stops può essere classificato come un lavoro senza infamia e senza lode in quanto vengono a mancare ,a mio dire, due caratteristiche fondamentali del genere: la grinta e l'inquietudine. Questo si riscontra maggiormente in Mystic House (traccia n.ro 5) che richiama fortemente le melodie post-punk (Joy Division in primis). Altre due cose sono a mio avviso da rivedere; la voce e l'uso della drum machine.Il vocalist cerca di riproporre, con grande difficoltà, le modulazioni vocali care a David Bowie sfociando inevitabilmente in un cantato monotonale mentre il suono della drum machine risulta rarefatto e così artificiale tanto da diventare un qualcosa di estraneo all'interno di ogni brano. All'ascolto dei brani si riscontrano influenze da vari generi musicali, si va dal progressive alla psichedelica sino alla new-wave anni ' 80. Nella traccia 2, ad esempio, troviamo un intro di chitarra in arpeggio con forti riferimenti al progressive anni ' 70, armonie di flauto di chiara matrice Felliniana e virtuosismi di pianoforte molto cari ai primi "Banco del Mutuo Soccorso"; nella traccia 3 ,invece, ascoltiamo un intro che ricorda fortemente i primi Pink Floyd; nella traccia 4 un intreccio di armonie mediterranee con un supporto musicale estremamente rallentato sulla falsa riga della new-wave anni ' 80. La traccia 6 ,anche se risulta la migliore del demo, scorre in modo lento e monotono; essa manca delle cosiddette "aperture melodiche" che darebbero corpo e scorrevolezza al brano. In conclusione "Overjoyed Né-Do-Well" è da ritenere un buon demo come concept ma da rivedere come costruzione armonica.

Mr Crowlley