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È impossibile recensire (oltrechè ingiusto) questo "Apocalipsys",
senza fare alcune premesse.
Si tratta di un concept, un commento musicale all'Apocalisse di Giovanni,
qui la mistica si intreccia col mistero, l'occulto e l'esegesi teologica.
L'autore, (Visus Nocturnus, "apparizione notturna": al secolo
Stefano Tocci) non è digiuno di studi teologici ed esoterici e
ha indicato espressamente me come recensore-esegeta.
L'interpretazione musicale, personalissima e profonda, dell'autore, lo
ha portato a spostare scientemente l'ordine di alcune pagine del libro
(leggi audio tracks).
È un atto gravissimo e profanatore!
Come sentenziato nella stessa apocalisse dall'Angelo di Dio (Ap 22).
Cosicché il titolo di questo album è stato scrupolosamente
"deformato" in Apocalipsys anziché Apocalypsis.
Q questo apre fra l'altro interessanti spunti gematrici (sarebbe più
preciso riferirsi alla Temurah). Vi invito allora a meditare sull'ascolto di quattour
equites, vi ritroverete ad assistere alla drammatica venuta dei
quattro cavalieri, la drum machine batte al galoppo, e il suono di un
organo a canne descrive le parole (nel latino dellavulgata di S. Gerolamo)
del cap 6 dell'apocalisse. Bisognerebbe invece astenersi dalla litania profanatrice che narra le
cronache della bestia e riespone l'enigma del suo 666
(Ap 13), visus nocturnus ci raccomanda di meditare sul suo numero ripetendolo
come in un rosario, solo così si potrà sollevare appena
il velo arcano che lo ricopre... non posso dire altro. La settima traccia è quella che lascia più sorpresi, la
ascoltavo sovrappensiero, e credevo di avere a che fare con
la bestia ed invece, ... dopo aver fatto caso alle parole del canto
... era agnus dei! (cap 5)
Nell'apocalisse Giovanni descrive spesso l'ira dell'Agnello come tremenda,
l'Agnello non bela ma ruggisce come un leone (cfr l'angelo al cap. 10)
niente di più mirabile! Ecco l'Agnello immolato ma ritto, abbassate
il capo e non lo guardate direttamente perché non reggereste alla
visione, evocare il diavolo è pericoloso, ma la visione di dio
può essere mortale. Non ascoltate l'ottava traccia, babylon.
Allontanatevi, assistereste altrimenti alle orge blasfeme di Babilonia
la grande, la madre di tutti gli abomini e tutte le prostituzioni (cap
17), la donna impura che siede su una bestia a sette teste coperta di
nomi blasfemi.
Fate attenzione al sussurro dell'angelo che parla a Giovanni.
Dario "gallina" Lincesso
sttocci@tin.it |