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Folk apocalittico made in Italy? Forse si!
Cioè, fermo restando che certe etichette meritano di avere un significato
meramente indicativo/orientativo, giusto per far capire a chi legge verso
quali sonorità siamo orientati, e che pertanto le definizioni non
devono diventare una gabbia entro cui rinchiudere la creatività
di un artista, il suono di Rose Rovine a Amanti, caratterizzato da tecniche
acustiche sapientemente miscelate ad effects intelligentemente dosati,
produce in me le sensazioni profonde ed angoscianti proprie di quel genere
che affonda le sue radici nelle Tradizione d'Oltralpe.
I Rose Rovine e Amanti sono però italianissimi, non solo per cittadinanza
o perché cantano in lingua italiana, ma proprio per il tipo di
espressione culturale che ne deriva.
Le sei tracks del cd sono davvero stupende, meritevoli forse di maggiore
attenzione in fase di audio editing; brani cosi belli e soluzioni espressive
così ricercate, nella loro peraltro affascinante semplicità,
meritavano il massimo dal punto di vista di realizzazione fonica: il cd
si sente molto bene, per carità, ma una maggiore "bravura"
nel dosaggio dei "colori" avrebbe sicuramente consentito il
raggiungimento dell'optimum. Ma sto davvero cercando di spaccare il capello:
le canzoni di questo cd sono davvero delle perle, da assaporare in continuazione.
Stupisce davvero quanta maturità espressiva traspira da questa
opera, da cui è davvero improbo selezionare il pezzo migliore:
I) Rovine di un impero II) Il mondo non era così stanco III) Amanti
IV) Carme (da Catullo) V) Marca VI) Taxi Driver, quale scegliere? Sono
tutti decisamente incantevoli!
Il cd va ascoltato tutto d'un fiato e custodito nel più profondo
dell'anima.
S*Tox
roserovineamanti@katamail.com
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