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CONDANNA "CONDANNA" - 2003
 

Le sonorità che Pineschi riesce a tirar fuori da synths e campionatori sono davvero interessanti.
Se la intro può inizialmente far pensare a qualcosa di estremo che, coerentemente al titolo, intende sanzionare severamente l’indomito ascoltatore, in realtà lo sviluppo progressivo dei brani è assolutamente estatico, cosmico, surreale.
Indubbiamente il musicista, ben lungi da una pedissequa sequela di stilemi triti e ritriti, dando libero sfogo agli impulsi emotivi di una immaginazione svincolata dal razionale, conduce l’ascoltatore lungo un percorso astrale svuotato di ogni materialità.
Il suono elettronico è solo il mezzo che dissolve il contingente spalancando la porta della dimensione infinita in cui si perde ogni tangibilità.
L’influsso dei “corrieri cosmici” tedeschi (Tangerine Dream, o soprattutto i primi Popol Vuh) è decisamente percettibile: gli stati allucinatori evocati dai suoni che spaziano nel contesto ambientale ricordano il prog all’acido lisergico degli anni ’70, anche se le soluzioni creative restano abbastanza personali e caratterizzate da un maggior senso di angoscia tipico di questo inizio di terzo millennio.
Consigliato a chi piace perdersi nel vuoto di impalpabili mondi immaginari

S*Tox

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