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Sembra che un certo tipo di soronità confacenti alle tipologie vecchie del thrash e del metal in genere stiano ritornando, e con esse anche la loro attitudine. Parlo ovviamente di uno dei generi a me più cari e cioè il “vero e puro” thrash-metal di una volta che trascinava masse di headbangers negli anni Ottanta, scossone per le loro teste ed inno di battaglia per le continue ingurgitate di birra come che fosse acqua! Devo però anche accostare a questo discorso la mia constatazione che attraverso gli ultimi anni non riuscivo ad apprendere notizia di bands provenienti dall’Italia che rispecchiassero molto questa cultura retrò (solo in termini storici!), ma come si dice … la speranza è l’ultima a morire ed infatti ne ho avuto la prova.
Penso che un certo genere stia tornando in voga e forse anche una parte della passione che lo contraddistingueva tempo fa, tanto è che bands della pasta dei Methedras me ne hanno dato la conferma. Si tratta appunto di un gruppo che ho sentito e letto milioni di volte, ma sul quale non mi ero soffermato mai (anche per ragioni di tipo economico), ma ora ho la fortuna di recensire questo simpatico full lenght album in formato digipack completo di bonus tracks video!
Possiamo subito a dare delle chiare informazioni sul piano tecnico e a dire che, come riportato anche in biografia, i cinque pazzoidi si scatenano con un thrash che richiama i migliori fasti delle leve storiche come Testament (in primissima linea!), Death Angel, Metallica, Megadeth e qualcun altro appartenente a questa cerchia di cui avete già intuito la provenienza: Bay Area insegna! (Non ho ritrovato molte influenze rispetto agli Stayer, segnalati invece come gruppo di riferimento in biografia e di cui i nostri Methedras proponevano anche delle covers nel loro primo periodo).
Se dovessi segnalare un pezzo molto interessante potrei dirvi di accostarvi con piacere a “Flash Over”, terza canzone che contiene un vero spirito da divertimento ma che sprizza anche tecnica da tutti i pori! Senza dubbio questi brani avranno un micidiale impatto dal vivo e troveranno in questo modo la loro dimensione ideale.
Rispetto alle somiglianze troppo marcate potrei dire che in questo caso la voce mi richiama un po’ troppo quella del cantante dei Testament (particolarmente periodo “Low” o “Practice What You Preach”), e soprattutto per ciò che riguarda gli allunghi nell’ estensione vocale, ma c’è da considerare anche l’impresa ardua a sistemare certi urli e certi growl su una musica così frenetica e dotata di una struttura davvero intricata, e quindi il fatto risulta di relativa importanza.
Anche per quanto riguarda il versante “melodia” il sottoscritto è sempre stato un po’ a sfavore, se così possiamo dire … visto che sempre di note si tratta ed in molti casi nella loro musica si innestano lunghi assoli (vedi su “One Trouble Less”), ma devo ammettere comunque che tali inserti non sono ripetitivi e non rendono mielosa tutta la canzone, cessando abbastanza in fretta.
Alle soglie della sesta song (“Estd. 1996”, che probabilmente ha qualcosa a che fare con l’origine della band) si apprezzano arpeggi orientaleggianti che fanno da idoneo tappeto all’entrata di un riff pesante e dall’incedere dinamico. Il registro e le velocità sono però in questo caso meno annichilenti rispetto al precedente corso dell’album. Infatti si legge una specie di momento che cerca in un certo senso di “prendere respiro” rispetto alla foga iniziale. Ma per il resto se siete appassionati delle tipiche sfuriate in terzina delle chitarra, di ritmi travolgenti e di una voce che si avvicina più ad un grugnito ma che presenta anche i requisiti basilari di un ottimo cantato, allora questo gruppo di pazzi scatenati fa proprio per voi! Se non ne potevate più di ascoltare death metal derivativo o black metal suonato copiando per l’ennesima volta i soliti due gruppi di riferimento, ve la siete cercata: questo è un signor Thrash Metal devastante signori! Buy Or Die!
A.C.
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