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THE SAND "THE MEMORY OF DEAD ROMANCES" - 2004
 

Quest’opera di “The Sand” parte davvero bene.
Dopo la vorticosa scorribanda al piano e tastiere, davvero inquietante (in senso positivo), di “A Joke” parte l’impetuosa “Prayers”, sostenuta da un accattivante ritmo tribale a la Danse Society con un imperiosa interpretazione vocale che tanto mi riaccompagna ai sogni marciti nel tempo dei Joy Division.
Il sound è quindi, ovviamente, molto ‘80ies come tanto nostalgicamente prediligo.
L’entusiasmo però cala alla terza track cantata in italiano (“Bella come non mai”): qui si diventa un po’ banali.
Con “Space Trip” il tono si rialza un po’: un brano strumentale davvero apprezzabile se non fosse che, durando forse troppo, finisce col perdere il pathos interessante che lo caratterizzava all’inizio. Beh! Senza perseverare in un’analisi brano per brano direi che i tratti decisivi di questo discreto cd sono da riportarsi al gusto “classico” del miglior goth di un tempo, rivitalizzato con una buona dose di personalità che riesce a dare un’impronta decisamente apprezzabile alle composizioni, sebbene riecheggino decisamente (ma amabilmente) delle risonanze di Cure e Joy Division (perfino esplicitamente rievocati alla track 12 con la cover di “Trasmission”: << Dance ! Dance ! Dance ! Dance ! Dance to the radio ! >> ): i vecchi giganti della dark music che vengono a rappresentare e costituire la memoria artistica di The Sand.
Merita la simpatia di un “vecchietto” come me che, comunque, è ben cosciente di vivere ormai nel terzo millennio.

S*Tox

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