| Questopera di The Sand parte davvero bene.
Dopo la vorticosa scorribanda al piano e tastiere, davvero inquietante
(in senso positivo), di A Joke parte limpetuosa Prayers,
sostenuta da un accattivante ritmo tribale a la Danse Society con un imperiosa
interpretazione vocale che tanto mi riaccompagna ai sogni marciti nel
tempo dei Joy Division.
Il sound è quindi, ovviamente, molto 80ies come tanto nostalgicamente
prediligo.
Lentusiasmo però cala alla terza track cantata in italiano
(Bella come non mai): qui si diventa un po banali.
Con Space Trip il tono si rialza un po: un brano strumentale
davvero apprezzabile se non fosse che, durando forse troppo, finisce col
perdere il pathos interessante che lo caratterizzava allinizio.
Beh! Senza perseverare in unanalisi brano per brano direi che i
tratti decisivi di questo discreto cd sono da riportarsi al gusto classico
del miglior goth di un tempo, rivitalizzato con una buona dose di personalità
che riesce a dare unimpronta decisamente apprezzabile alle composizioni,
sebbene riecheggino decisamente (ma amabilmente) delle risonanze di Cure
e Joy Division (perfino esplicitamente rievocati alla track 12 con la
cover di Trasmission: << Dance ! Dance ! Dance ! Dance
! Dance to the radio ! >> ): i vecchi giganti della dark music che
vengono a rappresentare e costituire la memoria artistica di The Sand.
Merita la simpatia di un vecchietto come me che, comunque,
è ben cosciente di vivere ormai nel terzo millennio.
S*Tox
darkentries@thesand.net
The Sand Marconi Umberto -
via Orazio n. 11, Riccione, 47838 RN
|